Ogni scarrafone…
L’operato di Augusto Pinochet e della sua polizia segreta politica (Dina), accusata di aver torturato e ucciso migliaia di persone in Cile all’epoca della dittatura (1973-1990), “ha salvato la patria’” Lo ha dichiarato il figlio dell’ex capo della Dina Manuel Contreras, condannato all’ergastolo per violazione dei diritti umani, che ha continuato, “il paese è stato ingrato con mio padre”. “Mamito” Contreras Valdebenito, in un articolo apparso sulla rivista dei militari in congedo Unofar, ha giustificato la repressione messa in atto durante la dittatura, aggiungendo che i cileni “non hanno saputo capire la vera natura sterminatrice del marxismo” e ha attaccato i giudici che hanno condannato suo padre e altri ufficiali della dittatura, definendoli: “corrotti”. “Mamito” ha anche detto di aver contribuito “con un granello di sabbia a pulire il paese” e si è infine chiesto se valesse la pena “perdere mio padre finito in carcere, restare completamente solo senza assistenza medica né pensione e vivere con l’aiuto degli amici”, ma si è risposto: “sì perché abbiamo trionfato”.
(ANSA, 19/9/08)
Ora, giusto per chiarire al buon “Mamito” il senso di una nozione come “natura sterminatrice”, un veloce ripasso…
Il governo di Pinochet fu caratterizzato dalla soppressione sistematica di tutta l’opposizione di sinistra. Le violenze peggiori occorsero nei primi giorni successivi al colpo di stato, con il numero di militanti di sinistra uccisi o “scomparsi” che raggiunse presto le migliaia. Successivamente alla sconfitta di Pinochet nel plebiscito del 1989, si scoprì che circa 3.000 persone erano state uccise o fatte sparire dal regime, con diverse altre migliaia che furono imprigionate e/o torturate. Mentre alcuni gruppi più radicali, come il “Movimento della Sinistra Rivoluzionaria”, erano strenui sostenitori della rivoluzione marxista violenta, viene universalmente accettato che la giunta bersagliò deliberatamente anche gli oppositori politici non violenti.
Il Cile di Pinochet fu un partecipante chiave dell’Operazione Condor, una campagna di assassini e raccolta di informazioni, spacciata per controterrorismo, condotta congiuntamente dai servizi di sicurezza cileni assieme a quelli di Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay, ed Uruguay nella metà degli anni ’70. I governi militari di queste nazioni sostenevano di stare neutralizzando i “sovversivi” di sinistra, ma la loro definizione del termine era estremamente ampia, ed era noto che le loro operazioni erano indirizzate contro i dissidenti politici.
(da it.wikipedia.org)