La cura della formazione
Abbiamo riscoperto in questi ultimi anni una parola d’ordine della tradizione associativa: “cura”. Essa indica uno stile che proviene da quella scelta educativa che è un costitutivo, una ragione d’essere dell’Azione Cattolica Italiana.
Cura e accompagnamento, insieme a progetto ed itinerario, sono le parole che definiscono la cifra dello stile formativo che l’associazione ha indicato nel Progetto Formativo, segno del rinnovamento associativo degli ultimi anni.
La dimensione della cura si associa con la scelta del primato della persona e con l’idea centrale della formazione come esperienza della coscienza personale: “formazione è essere disposti a prendere in mano la propria vita (PF p. 22)”.
Tale cura si sostanzia nell’attenzione alle età e alle condizioni della vita delle persone, al ritmo quotidiano con cui si articolano gli itinerari, all’attenzione verso i linguaggi e la comunicazione che diventa motivo di ricerca e di continua riflessione per l’associazione tutta.
La cura si associa anche alla responsabilità: essa è attenzione generale che deve trasparire in ogni passaggio e scelta associativa, ed è anche una “meta” che guida ogni persona che sceglie il progetto associativo quale percorso possibile di vita cristiana, vissuta nella pienezza della condizione laicale.
Nella prospettiva della riflessione pastorale che si sta dischiudendo in questa stagione della vita delle nostre diocesi, la responsabilità educativa diventa una sorta di parola d’ordine, è avvertita come una urgenza e rimanda al “gravissimo compito” che è proprio di tutta la Comunità cristiana.
L’AC è “pronta” – come ha affermato il presidente Franco Miano – a raccogliere questa sfida e a giocarla sino in fondo, nella profondità dell’esperienza associativa e nella fedeltà che l’associazione testimonia nel giorno per giorno della vita delle nostre chiese particolari.
Si tratta di un compito da vivere con fedeltà e creatività, in ascolto paziente dei segni dei tempi, ponendo la centralità del Vangelo di Cristo alla base del proprio impegno educativo: al cuore del nuovo progetto formativo vi è proprio la consapevolezza che la formazione cristiana oggi vada pensata e progettata a partire da una spiritualità evangelica radicale e radicata nella pratica rigorosa delle virtù umane più autentiche.
Ciò richiede formazione, formazione e ancora formazione. Con rinnovato coraggio ed entusiasmo progettuale, la XIII Assemblea nazionale ha rilanciato, con il suo documento per il triennio, l’impegno formativo dell’associazione declinandolo ed articolandolo in una pluralità di forme e strumenti: il sostegno alla formazione ordinaria ed agli itinerari formativi, la ripresa della formazione sociale, il rilancio di nuove alleanze educative sul territorio, il coinvolgimento della famiglia nei percorsi educativi, solo per citare alcune modalità indicate dallo stesso documento.
Una attenzione che diventa un vero e proprio “orizzonte” della programmazione associativa del prossimo triennio che trae forza dall’incoraggiamento delle parole di papa Benedetto XVI nel saluto rivolto ai partecipanti al grande raduno nazionale svoltosi a Roma in occasione del centoquarantesimo della fondazione dell’ACI: “Ciò sarà certamente possibile se l’Azione Cattolica continuerà a mantenersi fedele alle proprie profonde radici di fede, nutrite da un’adesione piena alla Parola di Dio, da un amore incondizionato alla Chiesa, da una partecipazione vigile alla vita civile e da un costante impegno formativo”.