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Emergenza educativa, una sfida per tutti

di Gigi Borgiani

«Siamo continuamente investiti da fatti di cronaca, che per lo più hanno dei giovani come protagonisti, che rattristano la vita e che sono indicativi di un vuoto dell’anima, un vuoto interiore. Mancano valori e una vita relazionale capace di far superare difficoltà e differenze. Ma se grandi appaiono le sfide, grandi sono le possibilità e i segni di speranza. Le giovani generazioni desiderano valori veri». Con queste parole il card. Angelo Bagnasco ha introdotto i lavori di un convegno promosso dall’Ufficio per l’Educazione della diocesi di Genova e rivolto a dirigenti, docenti, genitori e studenti. Emergenza educativa, quindi, all’ordine del giorno.

Per un’educazione integrale e radicale, per la formazione di persone mature, per affrontare le problematiche vecchie e nuove dell’educazione, occorre una grande sinergia tra famiglia (soggetto indispensabile di educazione), scuola e associazioni specifiche. «Ma», ha affermato il cardinale, «a queste categorie dobbiamo aggiungere la Chiesa, in tutte le sue articolazioni, e fra queste le parrocchie e le associazioni, e i mass media, che hanno una grande responsabilità educativa; auspico che in futuro parlando come vescovi, come Chiesa, famiglie e comunità cristiana si possa avere una risonanza maggiore per tutti quegli aspetti che concorrono al vero bene delle nuove generazioni, veicolando tutto il bene che non fa notizia ma che costituisce invece la solidità della nostra società». Riferendosi in ultimo ai discorsi del Santo Padre durante il pellegrinaggio in terra francese, il presidente dei vescovi italiani ha sottolineato come la negazione della dimensione religiosa e cristiana della nostra storia negherebbe il fondamento e qualsiasi contributo per la costruzione dell’Europa. Un intervento breve, ma di grande apertura e speranza, che ha trovato eco nella relazione di mons. Stenco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’Educazione della Cei.

«Non è pensabile parlare di emergenza, di impegno educativo», ha detto mons. Stenco, «se non si parte da un consapevole coinvolgimento della comunità cristiana. Il Convegno Ecclesiale di Verona ci ha dato tre indicazioni fondamentali: il primato di Dio (non è possibile educare senza porre la questione di Dio), le forme della testimonianza (persone che non solo dicono, ma fanno), la centralità della persona. Seguendo questo filone non è difficile intravedere come l’educazione cristiana non possa non avere un influsso determinante per orientare la società al bene comune».

Questo sarà possibile elaborando insieme le tematiche educative. All’Azione Cattolica è stato riconosciuto un ruolo fondamentale per sintonizzarsi non solo sui problemi, ma anche sulle possibili risposte. Ascoltare questi interventi e sentirsi non solo coinvolti, ma partecipi alle questioni poste è stato immediato. Gli “Orientamenti programmatici” per il triennio associativo trovano un ulteriore significato e assumono nello stesso tempo una responsabilità che, attraverso l’impegno di tutta l’Associazione, saprà dar vita ad uno stile di comunione aperto alla missione, soprattutto alla relazione costruttiva, vera e profonda con le giovani generazioni.

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  • anno VIII, n. 3, settembre 2008

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