Sguardi d’estate
di Franco Miano
Tempo di vacanza, tempo di riposo, di viaggi, di scoperte, di incontri, di ascolto. Ascolto degli altri, ascolto delle parole di chi ci parla e della Parola, ascolto dei luoghi e di noi stessi. Ascolto di tutto ciò che per stress, per fretta, o anche solo per abitudine finiamo per non sentire neanche.
La vacanza, in fondo, è il periodo in cui ci si può permettere una vacatio, un «mancare» che per molti equivale a un ambìto «spegnere la luce», «staccare la spina». È giusto, e spesso è il nostro stesso organismo che lo chiede. Ma è altrettanto importante cercare di dare un senso più profondo a questo piacevole venir meno della routine, dei consueti punti di vista che ci narcotizzano. La vacanza è la più preziosa e forse unica occasione per sperimentare uno sguardo diverso. Su di noi, sugli altri, sui luoghi, i tempi e le faccende della nostra vita. Uno sguardo diverso che nella sua diversità e alterità sappia vedere cose nuove, ridare significato alle abitudini e, perché no, intercettare lo stesso sguardo di Dio.
Ecco allora che quell’augurio di buone vacanze, un augurio abituale di questo periodo ma che oggi ha perso buona parte del suo significato (perché non tutti hanno la possibilità di fare vacanza, perché la vacanza degli uni è il lavoro degli altri, e perché in fondo non è ben chiaro che cosa renda «buona» una vacanza) può diventare l’augurio di saper guardare oltre. Per vedere più a fondo, ricaricarci e appassionarci.
Così l’anno nuovo che ci aspetta potrà essere vissuto ancora più intensamente, con traguardi più ambiziosi e mete più alte. Ognuno di noi ne ha bisogno, e anche la nostra associazione: dopo l’anno del 140esimo, dell’Assemblea, del rinnovo delle responsabilità, c’è da guardare oltre. Ripartiremo a settembre da Assisi, con il convegno per i presidenti diocesani e gli assistenti unitari, un’occasione importante per consegnare all’associazione nuovi obiettivi e nuove sfide, lungo la strada che ci ha indicato Papa Benedetto XVI in piazza San Pietro e che ci suggeriscono, giorno dopo giorno, i nostri Vescovi.
Prima, però, buona estate. Buona ri-scoperta di noi stessi, della nostra vita, del nostro rapporto con gli altri e con Dio, di quell’eccezionalità inosservata che pervade la nostra vita e che può spingerci a ricominciare l’anno prossimo con nuove energie, nuovi stimoli, nuove ambizioni.