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La santità dei laici

di Gennaro Ferrara

Intervista a Francesco Miano, Presidente Nazionale ACI

Quali sono le priorità che avverti per il tuo mandato di presidente nazionale dell’Azione Cattolica?

Il primo elemento lo traggo dal discorso del Santo Padre e dalla insistenza con la quale ha sottolineato il rapporto tra la vocazione dei laici e la chiamata alla santità. Una santità, dunque, vissuta a partire dalla vita quotidiana, il che ci rimanda immediatamente alle grandi testimonianze che hanno segnato i 140 anni della storia della nostra Associazione.
Tutte le scelte che dobbiamo fare come Ac, in fondo, sono legate alla realizzazione di quelle sintesi sempre nuove fra fede e vita, cui il Papa stesso ci ha richiamato il 4 maggio scorso. Credo che oggi per noi questo significhi impegnarci nel primo annuncio, per favorire la riscoperta della fede, e investire sempre più in una formazione che sappia essere all’altezza del nostro tempo complesso e contraddittorio.

Il Papa ha parlato anche di “emergenza educativa”. Quale può essere, sotto questo profilo, il contributo dell’Azione Cattolica, che da sempre è impegnata sul versante della formazione?

La risposta dell’Azione Cattolica è sempre stata quella della formazione di lungo periodo. Adesso si tratta di ricalibrare questa importante esperienza, questa tradizione fatta di cammini formativi, di progetti, di proposte, di vita di gruppo, di attenzione alle persone. Si tratta di ricalibrarla a misura dell’oggi, cercando da un lato di riandare all’essenziale (che è sostanzialmente la proposta per una crescita di umanità piena, capace di una apertura viva al Vangelo e di una testimonianza forte e coraggiosa) e dall’altro di essere sempre più in grado di rispondere alle questioni stringenti che il nostro tempo ci pone di fronte.

Dal Papa è venuto anche un incoraggiamento forte, quando ha detto che la scelta di assumere come nostro il fine apostolico generale della Chiesa non significa avere una identità debole, anzi…

Mi è sembrato un riconoscimento importante. Il Papa ha messo in evidenza un aspetto rilevante della nostra identità: quello dell’equilibrio fecondo tra Chiesa universale e Chiesa locale.
Questo equilibrio non è qualcosa di generico, ma esprime la profondità di una vocazione, di un dono che si realizza attraverso il legame associativo, fatto da persone che si ritrovano intorno al loro Vescovo, che sentono come propria, nel livello locale e universale allo stesso tempo, l’intera missione della Chiesa. La dedicazione alla vita della chiesa locale, va sempre più sottolineata perché quello è il luogo dove il Signore si incontra con un popolo; allo stesso tempo, l’apertura alla Chiesa universale, fa vivere nel piccolo il grande, nella parte il tutto.

Tu sei il primo che arriva a presiedere l’Associazione dopo aver guidato tanto i giovani, quanto gli adulti (ti è mancata solo l’ACR!). Qual è lo stato di salute dei settori?

Per quanto riguarda gli adulti, sono in aumento le realtà di adulti-giovani, spesso formate da coppie di sposi, che si stanno affiancando ai gruppi adulti tradizionali con una forte componente di anziani. Credo sia migliorata la qualità della partecipazione: tutti si sentono più responsabili e sono sempre meno quei gruppi che fanno dipendere i loro percorsi formativi dalla sola meditazione del sacerdote.
Per quanto riguarda i giovani, penso che per loro la proposta dell’Azione Cattolica sia ancora oggi molto significativa. Sono particolarmente efficaci i cammini che li coinvolgono nell’impegno sociale e quelli che propongono un forte itinerario spirituale. Da questo punto di vista hanno dato buoni risultati esperienze come le scuole di cittadinanza e quelle di preghiera.

E l’ACR?

L’ACR, resta unica nel suo genere: fondata sull’idea del protagonismo dei ragazzi, sulla valorizzazione anche dei più piccoli, e quindi sull’intuizione che si può essere testimoni ad ogni età, rimane una delle forme più creative attraverso cui si esplica da un lato la passione educativa dell’associazione, dall’altro la capacità di interagire anche con i piccoli che ha sempre caratterizzato l’Azione Cattolica.

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  • anno VIII, n. 3, settembre 2008

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