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Direzione Sidney…

di Marco Iasevoli

Napoli, 16 agosto 1997. Binario 12, treno speciale per Parigi. Direzione Gmg. Avevo 17 anni, e per partecipare ci vollero ben tre diversi autorizzazioni (benedetta burocrazia!): la prima di mammà e papà, ovviamente; la seconda del mio sacerdote, che attestava con chiarezza: «È un bravo figliolo, state tranquilli»; con la terza, la mia educatrice, Carmen, si prendeva la responsabilità di quello che avrei combinato in terra francese. Undici anni dopo, dunque, devo dire tre grazie.

Perché quell’esperienza, poi ripetuta nel 2000 a Roma, continua a far capolino nella mia memoria. Certo, sin da piccolo avevo sperimentato la gioia di far parte, non da spettatore, di una comunità parrocchiale vivace e bella. Ben presto avevo conosciuto la diocesi, dove ti appare ancor più chiara la ricchezza dei doni dello Spirito. E lì, a Parigi, quasi come ovvia conseguenza del mio cammino, ho incontrato la Chiesa universale, quella fatta di tanti diversi colori, peculiarità, problemi, sorrisi… In quella universalità ho riconosciuto il miracolo dell’unità e della comunione che la persona di Gesù Cristo dona alla famiglia umana. Un dono grande, dunque, e indimenticabile.

Siamo ormai alla vigilia di una nuova Gmg, quella di Sidney, che inizierà il 15 luglio e avrà il suo momento culminante nell’incontro con papa Benedetto XVI. L’AC, italiana e internazionale, ci sarà (tante centinaia di giovani dell’associazione hanno già comunicato la loro presenza), ma ciò che conta è che si rinnovi, attraverso questo incontro e nella pastorale ordinaria, l’attenzione della Chiesa ai giovani. Nel messaggio che prepara alla Gmg, il Santo Padre già traccia una strada precisa: «Riflettendo sullo Spirito di fortezza e testimonianza… ciascuno di voi giovani, nella sua comunità e con i suoi educatori, possa riflettere su questo Protagonista della storia della salvezza che è lo Spirito Santo o Spirito di Gesù, per raggiungere questi alti scopi: riconoscere la vera identità dello Spirito anzitutto ascoltando la Parola di Dio… prendere una lucida coscienza della sua continua, attiva presenza nella vita della Chiesa… riscoprire lo Spirito come “anima”, respiro vitale della propria vita cristiana, grazie ai sacramenti dell’iniziazione cristiana - Battesimo, Confermazione ed Eucaristia… diventare capace di maturare una comprensione di Gesù sempre più approfondita e gioiosa e, contemporaneamente, di realizzare un’efficace attuazione del Vangelo all’alba del terzo millennio». Alti scopi, li definisce Benedetto XVI, e per molti versi troviamo una continuità con quella “chiamata alla santità” che ci ha rivolto il 4 maggio in piazza San Pietro. «Non dimenticate mai che la Chiesa», conclude il Papa nel suo messaggio ai giovani, «anzi l’umanità stessa, quella che vi sta attorno e che vi aspetta nel vostro futuro, attende molto da voi giovani perché avete in voi il dono supremo del Padre, lo Spirito di Gesù». Non è certo un caso, dunque, che il “capofesta” sarà un certo Piergiorgio Frassati…

Sono tante le testimonianze dell’amore della Chiesa verso i giovani: ricordiamo, ad esempio, che nella recente assemblea dei vescovi, il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, ha dedicato alle nuove generazioni un lungo e significativo passaggio. E anche il comunicato finale ha ripreso con forza il tema. Il fatto poi che i prossimi orientamenti pastorali insisteranno sul tema dell’educazione certificano che le giovani generazioni stanno a cuore ai nostri pastori, e all’intera comunità ecclesiale. Del resto, c’è la consapevolezza, anche in AC, che aiutare i giovani a crescere, “servirli” nelle loro esigenze morali e materiali, è un servizio a tutta la società.

Direzione Sidney, dunque. Per scoprire quanto è bella e nostra la Chiesa. Per restare a bocca aperta di fronte all’entusiasmo di chi crede, da giovane. Per rimotivare la nostra capacità di testimoniare ed entrare in relazione con tanti che aspettano solo di essere chiamati.

Info su http://www.gmg2008.it/

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  • anno VIII, n. 3, settembre 2008

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