Il tempo della speranza
È stato il termine Speranza a segnare, in questo triennio, il cammino dell’Associazione nella diocesi di Brindisi-Ostuni. È in quest’ottica che abbiamo affrontato tre nodi decisivi: formazione, laicità e unitarietà.
Per quanto riguarda la formazione, abbiamo messo al primo posto quella destinata al Consiglio diocesano, ai Consigli parrocchiali e a tutti i responsabili.
Le scuole associative e i campi unitari, hanno avuto come temi: l’approfondimento del Concilio e delle quattro Costituzioni, i compiti del consiglio parrocchiale, il Progetto formativo e le Linee guida per gli itinerari formativi.
Le scuole specifiche dell’ACR invece hanno aiutato gli educatori ad acquisire competenze specifiche nella programmazione ed attuazione dei cammini propri.
Ci siamo preparati al Convegno di Verona riflettendo sui cinque ambiti individuati, soffermandoci specialmente su quello del lavoro, cui abbiamo dedicato la prima Assemblea Diocesana, preceduta da una seria riflessione nelle associazioni parrocchiali.
Gli esercizi spirituali per Settore sono stati la base di ogni proposta formativa.
Le tante e qualificate proposte di formazione, però, sono state poco partecipate; questa constatazione ci ha fatto essere ancora più convinti che la formazione debba essere sempre più al centro del cammino dell’Ac.
Sono, infine, necessari la conoscenza e l’approfondimento della Dottrina Sociale della Chiesa per formare coscienze mature, che sentano e accolgano la chiamata alla partecipazione e siano capaci di discernere il bene da perseguire per essere presenza cristianamente costruttiva nella società.
Il tema della laicità, invece, è stato approfondito facendo memoria dei 40 anni del Concilio, con l’obiettivo di far acquisire o rinfrescare la consapevolezza della responsabilità che viene dal battesimo e che chiama a servire non soltanto nella Chiesa ma soprattutto nella società.
Nella Chiesa, da laici di Ac, mettiamo a disposizione: i nostri carismi, l’impegno all’incremento della comunione ecclesiale, la condivisione pastorale, nella fedeltà alla nostra vocazione laicale e nel più rigoroso rispetto dei ruoli.
Nel territorio in cui viviamo siamo chiamati a costruire la civiltà dell’amore, leggendo la sfida educativa che il mondo ci lancia e che va accolta mettendo al centro la persona.
Questo richiede di educare: ad una retta concezione di Amore, quella del dono e non del diritto; a saper coniugare i diritti con i doveri; alla fedeltà, alla lealtà ed alla responsabilità; al rispetto dell’altro, accogliendo le differenze come risorse ed infine a saper dialogare.
Va rimessa al centro dell’opera educativa la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna.
Va costruita e diffusa una cultura della vita, che ne apprezzi il valore, che ne custodisca, garantisca e promuova l’esistenza in ogni età ed in ogni condizione.
Vanno riproposti ed esercitati la legalità, la sobrietà, la condivisione dei beni e, quando occorre, il sacrificio, vocabolo scomparso da ogni linguaggio.
Va promosso e perseguito uno sviluppo economico che, salvaguardando la dignità di ogni persona, vada oltre il soddisfacimento dei bisogni immediati e assicuri benessere, non solo economico, nel futuro.
È urgente educare all’amore per la politica ed accogliere l’invito di Benedetto XVI a Verona: “Il compito immediato di agire in ambito politico per costruire un ordine giusto nella società è dei fedeli laici, che operano come cittadini sotto propria responsabilità: si tratta di un compito della più grande importanza, al quale i cristiani laici italiani sono chiamati a dedicarsi con generosità e con coraggio, illuminati dalla fede e dal magistero della Chiesa e animati dalla carità di Cristo”.
Per quanto riguarda l’unitarietà siamo consapevoli che si tratta di un aspetto importante, ma anche di una prova quotidiana per l’Associazione, in quanto troppo spesso c’è la tentazione di restare strettamente ancorati al Settore di appartenenza.
Eppure le iniziative unitarie, debitamente preparate, hanno dato risultati gratificanti. Le due feste unitarie in piazza, a Mesagne ed Ostuni, hanno riunito la famiglia associativa, sono state molto partecipate e gradite, ci hanno dato la possibilità di interagire con le istituzioni civiche e di essere presenza visibile nel territorio. E questo è accaduto anche con le iniziative per la pace che hanno coinvolto anche una buona parte di Adulti-Giovani, generalmente restie a farsi coinvolgere.
Possiamo, quindi, concludere affermando che formazione, laicità e unitarietà continuano a provocare il cammino associativo, e saranno ancora presenti nella futura programmazione per un’Ac viva e testimone dell’amore del Signore Gesù, desiderosa di spendersi per trasformare questo tempo in tempo illuminato dalla Speranza del Risorto.
* Presidente diocesano ACI di Brindisi – Ostuni