Fedeli al battesimo
La XIII Assemblea Diocesana dell’Ac di Altamura Gravina Acquaviva è stato un momento di grazia per raccontare ai nuovi amici le scelte che in questo triennio hanno orientato il nostro cammino, che è stato un percorso di ricerca, cui hanno partecipato tutte le associazioni parrocchiali, per far emergere ciò che per un laico di AC è davvero essenziale.
Per noi l’essenziale è essere fedeli al Battesimo ricevuto, è imparare insieme a raccontare la nostra storia personale con le parole del Vangelo, è cercare insieme una parola di speranza per noi e per gli uomini e le donne che cammino accanto a noi.
Verso questo obiettivo sono state orientate le nostre scelte associative.
La scelta della prossimità alle associazioni parrocchiali, cioè la continua e ampia visita a tutte le parrocchie della diocesi per esprimere concretamente la nostra vicinanza alle singole realtà, per conoscere meglio le persone di quella comunità, per farci conoscere dai parroci, per sperimentare nell’incontro con il presidente parrocchiale, o con uno dei responsabili dei gruppi, una forma di presenza, di accoglienza e il dono della reciproca amicizia.
La scelta della prossimità ha motivato anche l’organizzazione degli incontri di settore in ognuno dei sei paesi che formano la nostra lunga diocesi: un vero “tour associativo” che ci ha permesso di incontrare tutti i responsabili.
La scelta della diocesanità, invece, ha rappresentato la volontà di stringerci intorno al nostro Pastore per realizzare, insieme con tutta la Chiesa diocesana, il programma pastorale donatoci da Monsignor Mario Paciello, che ringraziamo di cuore per la sapiente lungimiranza degli orientamenti che ci ha proposto e per la sua costante affettuosa presenza ai nostri incontri associativi.
La scelta dell’essenzialità l’abbiamo perseguita aggiungendo solo poche attività a quelle diocesane e offrendo una proposta sistematica di un cammino settimanale di catechesi per tutti i gruppi associativi parrocchiali.
La scelta della relazionalità, cioè la priorità della persona rispetto al ruolo che riveste, vissuta nella costruzione di autentiche relazioni di amicizia. Una scelta che ci ha impegnati a proporre a ciascuno una bella esperienza di Azione Cattolica: una esperienza di fraternità, di solidarietà nelle varie vicende della vita, di vera familiarità.
Nella nostra assemblea ci siamo chiesti come diventare “Cittadini degni del Vangelo” ed abbiamo individuato tre tracce progettuali per il prossimo triennio.
Il primo impegno riguarda l’educazione delle nuove generazioni: educare i cittadini di domani, aprirli ai valori cristiani, fornire loro gli strumenti per sviluppare appieno tutte le dimensioni della propria persona.
Abbiamo poi individuato uno stile, quello della sinodalità, per vivere la scelta associativa: curare in modo prioritario i legami di comunione tra i soci e perseguire una piena unitarietà associativa sia a livello orizzontale (dentro ogni singola associazione, tra i vari settori) che verticale (fra il livello nazionale, regionale, diocesano, parrocchiale, ecc.).
Infine, la riflessione sulla questione antropologica: come “Cittadini degni del Vangelo”, vogliamo prenderci cura della persona umana in ogni condizione di vita, riprendendo e sviluppando ulteriormente i cinque ambiti posti al centro del Convegno di Verona (vita affettiva, lavoro e festa, fragilità umana, tradizione, cittadinanza).
*Presidente diocesano ACI di Altamura Gravina Acquaviva