Da Napolitano per dire il nostro impegno
di Simone Esposito
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale la Presidenza nazionale dell’Ac. Ma a colloquio con il Capo dello Stato non c’erano soltanto Luigi Alici, l’assistente generale mons. Sigalini e tutti gli altri responsabili. C’era tutta l’associazione, raccontata a Napolitano attraverso le sue tante attività, l’impegno educativo, la formazione al bene comune e alla cittadinanza, l’attenzione ai più poveri. C’era tutta la storia dell’Ac, che ha contribuito significativamente alla storia dell’Italia, qualche volta anche con il sangue dei martiri (come Aldo Moro e Vittorio Bachelet), e la voglia di mettersi in gioco ancora oggi per il Paese, come scritto nel Manifesto del settembre scorso che è stato consegnato da Alici nelle mani del Presidente. C’era la nostra volontà di essere “cittadini degni del Vangelo”, come ribadito nel documento per le elezioni politiche 2008 appena pubblicato dalla Presidenza nazionale.
Il Capo dello Stato ha ascoltato con attenzione, ha dialogato con i responsabili, ha apprezzato la presenza dell’Ac sul territorio, il suo lavoro pedagogico, soprattutto la sua vocazione al dialogo, a lavorare per l’unità della comunità civile. Il “grazie” di Napolitano ci carica ancora di più di una grande responsabilità: c’è un Paese che ha bisogno di un’Azione Cattolica capace di proporre, di animare, di costruire. Non dobbiamo tirarci indietro, mai.