Sale per la nostra terra
Il cammino che la nostra Associazione ha percorso nell’arco di questo triennio è stato scandito tenendo presente il mandato che Giovanni Paolo II ci affidò a Loreto: contemplazione, comunione, missione.
Partendo da questo mandato ci siamo interrogati sulle sfide che avremmo dovuto affrontare per rispondere con un’offerta adeguata leggendo la nostra Associazione e il territorio su cui siamo radicati quale Chiesa particolare di Aversa.
L’intero percorso dei primi due anni di questo triennio, che ha coniugato contemplazione del Risorto e condivisione ecclesiale della speranza, ci rinvia naturalmente al primato dell’evangelizzazione.
Il vero missionario non è solo colui che sa donare slancio alla propria fede donandola e diffondendola in tutto il mondo, ma è anche colui che si fa capace di accogliere coloro che si avvicinano o desiderano riavvicinarsi a un’esperienza di fede.
Leggendo il nostro territorio, con i propri bisogni e le attese, convinti che l’essenza dell’Azione Cattolica sia la formazione, abbiamo approvato nel 2006 l’Atto Normativo Diocesano in cui l’Associazione si è data un volto per essere sempre più sale per questa nostra terra e luce per questo nostro popolo.
In questa stagione della vita civile ed ecclesiale del nostro paese, sempre più forte percepiamo l’esigenza di una nuova tensione al bene comune. Anche la Settimana Sociale, celebrata nello scorso mese di ottobre, ha richiamato l’attenzione su questa tematica mai abbandonata dalla Chiesa. Oggi più che in altri momenti abbiamo bisogno di sperimentare il valore di questa cultura, e noi, territorio di Aversa, avvertiamo l’urgenza di ripartire necessariamente dalla dimensione educativa.
Abbiamo molto insistito sul valore singolare che acquista il riferimento territoriale, inteso come binomio diocesi-parrocchia. E’ la diocesi che garantisce il legame tra comunione e missione: dimensioni essenziali e costitutive dell’unico mistero della Chiesa.
Non può un’Associazione parrocchiale vivere senza il respiro della diocesanità, senza il senso profondo della appartenenza alla Chiesa particolare. Di sicuro sarà una Associazione che presto diventerà ghetto, che gira intorno a se stessa, che si identifica in un gruppo ristretto di consenso. La territorialità della parrocchia non significa punto di arrivo, ma estremo movimento di apertura agli uomini e alle donne, là dove essi conducono la loro esistenza quotidiana, perché solo così possiamo coltivare il legame con la Chiesa locale, dialogando con la società civile. Il trasmettere il senso della diocesi, quale senso di appartenenza alla Chiesa particolare, è di importanza primaria per noi. Significa avere cura delle associazioni parrocchiali, intessere relazioni con i singoli soci e con i gruppi, compito che come centro diocesano abbiamo perseguito durante questo triennio e non senza risultati.
Ma ciò che fermamente abbiamo voluto proporre e vivere in questo triennio è stata una scuola di spiritualità laicale, iniziando, e poi mantenendo, con l’esperienza degli Esercizi Spirituali per responsabili e base associativa. E’ stata un’esperienza alta di spiritualità da cui, credo, inizi tutto il nostro cammino di formazione. Il mettere l’accento sulla formazione spirituale può essere l’unico modo per iniziare all’incontro con il Dio di Gesù Cristo in maniera non occasionale e non episodica, ma andando direttamente al cuore della rivelazione cristiana.
Abbiamo coltivato un sogno fin dall’inizio di questo triennio: quello di poter incontrare papa Benedetto XVI con tutta l’Azione Cattolica della diocesi e ci siamo riusciti nel giugno 2006. Accompagnati dal nostro vescovo, monsignor Milano, insieme ai nostri assistenti e tanti altri sacerdoti, abbiamo confermato il nostro “sì a Cristo” e la nostra fedeltà al successore di Pietro.
Sono stati questi punti fermi per camminare verso la XIII Assemblea, respirando quel clima caldo ed entusiasta che ho avvertito, partecipando alle Assemblee parrocchiali, tra i Presidenti, figure di adulti, giovani-adulti e giovani molto motivati. E questi sono quelli di oggi, che si uniscono a tanti uomini e donne della nostra diocesi che in Azione Cattolica hanno formato le loro coscienze, hanno vissuto una misura alta della vita cristiana, hanno tenuto assieme fede e vita, Vangelo e impegno quotidiano, formazione e missione, amore alla Chiesa e presenza nel mondo.
*Presidente diocesano ACI di Aversa