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La radice della scelta religiosa

di Fabio Zavattaro

Giovanni Acquaderni, nel rispondere ad un quesito sull’impegno politico, sottolineava: “Trovo contraddittorio e quindi non conforme che un circolo della Società della Gioventù Cattolica come tale si costituisca in comitato elettorale per le elezioni”.

In questa frase troviamo, in un certo qual modo, la radice della scelta religiosa, che successivamente Vittorio Bachelet porterà a compimento con lo statuto associativo del 1969, figlio del Concilio Vaticano II.

Nelle parole di Giovanni Acquaderni si legge non un disimpegno dalla politica, ma un diverso modo di porre attenzione alle realtà terrene e alla costruzione del bene comune.

Un concetto ribadito di recente nel Manifesto che l’Azione Cattolica Italiana ha rivolto al Paese, e che ha già raccolto oltre diecimila firme. Vi si legge: “Siamo al servizio dell’uomo: per onorare la dignità personale con i suoi valori irrinunciabili, a cominciare dalla vita e dalla pace, dalla famiglia e dall’educazione; per camminare accanto a tutti e a ciascuno, e tessere insieme una trama viva di relazioni fraterne (…).

Vogliamo spenderci in favore del bene comune, attraverso l’educazione alla responsabilità personale, all’impegno pubblico, al senso delle istituzioni, alla partecipazione, alla democrazia (…)”.

Il Manifesto ha ricevuto il sostegno dei responsabili di importanti movimenti e associazioni ecclesiali, oltre al consenso di persone vicine all’associazione, appartenenti al mondo delle istituzioni, della cultura, dell’informazione. Un sì che, come quello di tutte le persone sensibili, in associazione, in parrocchia, nei diversi ambienti, interessa l’Ac, per rafforzare il nostro impegno, la nostra speranza.

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    Dialoghi, la rivista: cover Dialoghi
  • anno VIII, n. 3, settembre 2008

    Un mondo da condividere

    Il mondo: una “risorsa” da custodire e da “usare” come bene comune.