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Casa e scuola di comunione

di Giovanni Pergolese*

Nell’anno dedicato a San Paolo, l’assemblea elettiva dell’Azione Cattolica della diocesi di Taranto si è tenuta presso il centro di spiritualità intitolato al grande Apostolo delle genti.
Il tema scelto, Discepoli di Cristo per una vita cristiana oggi possibile, ragionevole, realizzabile. Testimoni toccati dall’amore di Dio (tratto dalla Nota Pastorale dei vescovi italiani pubblicata dopo il Convegno Ecclesiale di Verona), ha voluto affermare che oggi, in continuità con i 140 anni di storia associativa caratterizzata da modelli esemplari, è possibile una vita cristiana. Per questo l’assistente unitario, don Giuseppe Zito, ha sottolineato come l’incontro tra vita e vangelo sia “una splendida avventura” e la “Bella Notizia” corrisponda alle domande più ragionevoli e profonde del cuore di ogni persona.

Un rapido sguardo sul triennio trascorso ha evidenziato le sfide affrontate e le risposte offerte in relazione al territorio, e ha detto del positivo stato di salute della nostra associazione che registra, nell’arco di sei anni, un incremento di circa mille aderenti. Abbiamo sognato e lavorato in AC per una Chiesa particolare casa e scuola della comunione: abilitata all’annuncio, alla celebrazione, alla formazione, alla solidarietà. Abbiamo proposto alcune iniziative culturali per promuovere la concezione della vita cristiana. Avendo scelto di mettere al primo posto del cammino l’annuncio del vangelo, ci siamo dedicati con tutte le nostre energie a far crescere nella comunità il valore della dignità della persona, attraverso iniziative capaci di dare concretezza alla questione antropologica – uomo e creato – sollecitata dal Convegno ecclesiale di Verona.

A tale proposito ci sembra significativa l’esperienza che ha coinvolto le diocesi di Taranto, Oria, Castellaneta, Brindisi e Ostuni, coordinate dalla delegazione regionale, circa la sicurezza sul lavoro. Il lavoro e le sue implicazioni in Puglia: una riflessione sul mancato sviluppo della nostra area, sul lavoro nero, sommerso, precario, flessibile… Come pure la nostra città ha ospitato la Presidenza Nazionale sempre per una riflessione sul tema del lavoro.
Importante momento di sinergia con il territorio sono state le feste della pace, vissute a contatto con la gente. Alla recente edizione del 2008 – La pace falla girare – hanno partecipato oltre 1500 aderenti e simpatizzanti.
La scelta religiosa dell’associazione ci ha sollecitati a promuovere tanti incontri pubblici per affermare il valore della vita e della persona, il senso originario del matrimonio, che trova nella famiglia la sua naturale espressione.
I giovani, come pure gli adulti, hanno voluto studiare la Costituzione della Repubblica Italiana, e hanno preso coscienza del loro essere protagonisti della vita politica della polis come cittadini degni del vangelo.

Ci siamo chiesti: è possibile promuovere oggi la concezione della vita cristiana? Formare le giovani generazioni ad una coscienza retta e coerente?
Oggi prevale l’idea che razionale sarebbe quanto è sperimentabile. Le materie della religione e della morale non entrerebbero nella ragione perché non verificabili. In questa situazione dove morale e religione sono quasi espulse dalla ragione, l’unico criterio ultimo della moralità diventa la coscienza soggettiva.

Nella tradizione cristiana “coscienza” vuol dire con-scienza: cioè noi, il nostro essere che è aperto all’ascolto della voce di Dio. La voce, quindi, dei grandi valori è scritta nel nostro essere, e la grandezza dell’uomo è proprio nel non essere chiuso in sé, nel non ridursi alle cose materiali, quantificabili, ma nell’aprirsi all’ascolto delle cose essenziali. E’ quanto apprendiamo dal magistero di sua Santità Benedetto XVI.

Naturalmente questa capacità di ascolto deve essere educata. Quindi, un primo passo è di rendere coscienti le persone che la nostra stessa natura porta in sé un messaggio morale, che deve essere decifrato e che noi possiamo man mano conoscere meglio, ascoltare, se il nostro ascolto interiore viene aperto e sviluppato.
Ciò richiede l’educazione ad un uso della ragione che si interroga su tutto e non rinuncia alla ricerca della Verità. Un linguaggio che parla all’uomo e si fa capire. Una parola cristallina che chiama le cose col loro nome, che scandaglia il vero e lo rende comprensibile a tutti.

Il nostro Arcivescovo, Mons. Benigno Luigi Papa, con la sua presenza ai lavori assembleari ha mostrato ancora una volta l’affetto che ha per l’Azione Cattolica. Ci ha incoraggiati a cogliere le nuove sfide che la società moderna propone: la questione della laicità, quella antropologica e quella sociale. Così il cammino per il prossimo triennio è tracciato.

*Presidente diocesano ACI di Taranto

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