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di Fabio Mazzocchio

Non possiamo non essere contenti della considerevole adesione che sta riscontrando il Manifesto al Paese che l’Azione Cattolica ha pubblicamente diffuso pochi mesi fa. Il suggestivo titolo I cattolici italiani tra piazze e campanili ne segna con evidenza la tensione ideale e la finalità più profonda: dopo 140 anni di storia associativa, la più antica e numerosa associazione cattolica vuole ribadire l’impegno operoso nella Chiesa e nella società italiana. Il servizio per l’annuncio del Vangelo e per la crescita del Paese è stato da sempre e continua a essere il versante dell’impegno di questa grande famiglia che ha fatto della scelta religiosa, della comunione con i Pastori e dell’incontro intergenerazionale la propria forza.

Così come avvenuto negli ultimi due secoli, l’AC si sente chiamata a vivere in pienezza la radicalità evangelica e a dare ragione della speranza che ci è stata donata. Accoglie l’invito esigente di Benedetto XVI a vivere fino in fondo l’avventura cristiana, testimoniando l’amore che salva nei luoghi della vita e tra le pieghe della storia.

Il mutato contesto sociale e religioso chiede una risposta generosa alle molteplici sfide emergenti sul piano etico-culturale, socio-economico e politico. Con la bussola del Magistero conciliare e con la certezza che il mondo è guidato da una Speranza più grande delle povertà umane, in tutte le stagioni dell’esistenza l’AC riafferma la propria volontà per una testimonianza pubblica della fede, vissuta nella responsabilità e attraverso la via stretta del discernimento dei segni che la storia genera.

Oggi più che mai serve un rinnovato incontro tra la fede e la vita, per ribadire il valore insostituibile di ogni persona e delle ansie di compimento e di pienezza che a esse si accompagnano. Attraverso l’impegno nella chiesa particolare e nella parrocchia l’Associazione ridice il proprio sì alla logica cristiana dell’incarnazione, all’impegno per la vita delle città, al servizio nella formazione delle nuove generazioni.

L’AC non smette di guardare con fiducia al tempo che ci è stato donato, perché sa che esso è il luogo per compiere un cammino di simpatia con l’umano e per vivere in pienezza i sentieri della santità. Per questo anche di fronte alla difficile situazione del Paese, guarda al futuro con speranza, promuovendo un impegno nello spazio pubblico improntato alla ricerca del Bene Comune, alla costruzione di un’etica pubblica condivisa e al rispetto dei valori fondanti della nostra Carta costituzionale.

Su tale sfondo, fede cristiana, passione civile, solidarietà con gli ultimi, speranza per un mondo più giusto diventano trama e ordito dell’essere christifideles laici.

Il valore ecclesiale e, allo stesso tempo, pubblico di queste scelte apre alla storia, aiuta a guardare in modo pensoso al futuro, prova a ridisegnare sentieri di speranza, invita all’impegno concreto.

L’adesione al Manifesto è certamente un modo bello e consapevole per scommettere sull’esodo dalla prigionia dell’io verso il noi (cf. Spe salvi, 14) che caratterizza l’intero volume cui è chiamata la vita secondo la fede. Risuonano le parole di Giovanni Paolo II a Loreto nel 2004: «Coraggio Azione Cattolica, prendi il largo, sii segno vivo dell’amore del Padre nelle città dell’uomo».

Le oltre 10.000 firme raggiunte testimoniano questa tensione e il desiderio di starci.

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  • anno VIII, n. 3, settembre 2008

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