Nel segno della compagnia
Questo triennio è nato sotto il segno del mandato che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha lasciato all’Azione Cattolica nel pellegrinaggio di Loreto del 2004: contemplazione, comunione, missione.
Questo cammino si inserisce nell’esperienza comunitaria di quel “noi associativo” che è stato, a livello diocesano, uno dei riferimenti di questo triennio. E’ stato un cammino intenso, appassionato, mai solitario. Per definizione in Azione Cattolica la solitudine non esiste o non dovrebbe esistere: le nostre proposte si caratterizzano per uno stile di compagnia, dello stare con gratuità con quanti il Signore ci pone accanto.
Personalmente porto nel cuore l’esperienza di compagnia davvero straordinaria (nel senso di non comune) fatta con gli amici e le amiche della Presidenza diocesana, preti e laici; un’esperienza intensa di condivisione di vita e di fede, di passione per il Signore, per la Chiesa e per le donne e gli uomini di oggi. Un’altra esperienza di compagnia davvero speciale che ricordo come frutto positivo di questo triennio è stata quella con il Consiglio diocesano, segno visibile del modo di lavorare in associazione, di assumere assieme le scelte, di crescere nella responsabilità reciproca.
E’ uno stile questo che abbiamo vissuto anche con gli altri responsabili e sacerdoti con cui abbiamo condiviso le responsabilità associative, con gli educatori e animatori assieme ai quali abbiamo lavorato per rispondere in modo qualificato all’invito dei nostri vescovi per “una esemplarità formativa”. E’ stato un cammino che si è articolato in scuole vicariali e scuole diocesane, con le settimane associative e gli appuntamenti unitari diocesani.
E’ uno stile di compagnia nella Chiesa e con la Chiesa di cui viviamo le speranze e le preoccupazioni, i limiti e i segni di futuro. Con tale spirito abbiamo adeguato il cammino a partire dalla lettera pastorale del nostro vescovo e tenendo conto delle scelte diocesane conseguenti.
In tale scelta vi è la volontà dei laici di Ac di camminare con le proprie comunità parrocchiali e di unità pastorali, con la propria Chiesa diocesana, con il proprio Vescovo, con i propri pastori.
La centralità della formazione
Solo in tale prospettiva ha significato il grande impegno che anche l’Ac vicentina ha vissuto rispetto alla formazione, architrave della casa associativa. A partire da questo abbiamo ri-strutturato progressivamente la proposta formativa. Questo sforzo ha avuto nello strumento “Note associative” una sintesi qualitativamente pregnante che serve anche a declinare, nella nostra realtà diocesana, le linee proposte nel progetto formativo nazionale “Perché sia formato Cristo in voi”. La scelta formativa si è poi sviluppata nel lavoro di revisione degli itinerari formativi ai diversi livelli. E’ stata un’attenzione alla formazione rivolta innanzitutto agli animatori ed educatori e ancor di più ai responsabili che hanno il compito, più di altri, di far fluire la vita associativa.
Mettere al centro l’essenziale quotidiano con benevolenza
L’abito che abbiamo indossato per solcare le strade della storia nei tanti ambiti che l’attraversano è stato quello della quotidianità. Dopo la straordinarietà del cammino di rinnovamento, abbiamo rimesso al centro il quotidiano, luogo privilegiato in cui il Signore si manifesta e ci chiama per santificarci: di qui il titolo del triennio “Essenziale Quotidiano”. Allora hanno avuto valore e significato, forse più di prima, le proposte ordinarie dei cammini formativi.
Lo stile con cui abbiamo abitato questi luoghi e questi tempi é stato, almeno in prevalenza, quello della benevolenza consapevole, del guardare comunque e sempre con simpatia preventiva a questo tempo (pur consapevoli dei drammi e delle fatiche che lo attraversano), e con fiducia ai tanti compagni di viaggio che hanno, in modo anche diverso, condiviso con noi tratti di strada. E’ lo stile di chi riconosce i propri limiti, sa accettarli perché amato comunque e sempre dal Signore.
In un tempo in cui la paura sembra essere la cifra che caratterizza il nostro Occidente opulento e il sospetto la modalità che sembra regolare i nostri rapporti, questa benevolenza consapevole può essere un modo concreto per essere segno di speranza in questa società e in questa Chiesa.
Una storia che continua
Questo camminare assieme ci porta a vivere la celebrazione dei 140 anni di storia dell’Ac e dei 40 anni della scelta religiosa. Nel corso di quest’anno festeggeremo questo anniversario. Nel 2009 tale anniversario sarà ricordato anche a livello diocesano, essendo il 1869 l’anno in cui è stata costituita l’Azione cattolica nella nostra diocesi. Per fare memoria adeguata di tale anniversario stiamo lavorando per realizzare una storia dell’Ac vicentina.
Celebrare i 140 significa innanzitutto rendere grazie al Signore di tutto questo, ritornare in modo convinto alle proprie radici, ridire il proprio sì (come risposta vocazionale) al Signore e alla Chiesa.
Questo sarà ancora il nostro impegno, qualsiasi sia la responsabilità e il compito che ciascuno vivrà nel prossimo futuro in associazione.
* Presidente diocesano – ACI di Vicenza