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Chiesa e Parola

di Fabio Pizzul*

Pensare e vivere la Chiesa, quella fatta di persone e di Parola.

In queste poche parole colgo una sintesi, provvisoria e balbettante, del lavoro fatto in questi anni passati alla presidenza dell’AC ambrosiana.

Al centro due parole non a caso scritte con la maiuscola: Chiesa e Parola.

Una Chiesa che l’AC insegna ad amare e che di questi tempi è spesso proclamata più che vissuta, giudicata più che attraversata. A Milano l’Azione Cattolica in questi ultimi non si è sottratta alle sfide che la comunità diocesana ha proposto, facendosi carico fino in fondo dei richiami dell’Arcivescovo, il cardinale Dionigi Tettamanzi, a prendere in seria considerazione la crisi della comunicazione della fede tra le diverse generazioni. I cammini associativi, accompagnati da un rinnovamento profondo che ci ha portati al rinnovamento dello Statuto e a quello del progetto formativo, hanno sempre riproposto con forza e coerenza il tema della formazione, come esigenza imprescindibile per ogni cammino di fede che non voglia essere superficiale e improvvisato.

Proporre formazione oggi non significa solo tenersi ben saldi alle radici del nostro cammino ecclesiale, comporta anche il coraggio di intercettare le domande che provengono dalla realtà che ci circonda. Da qui l’impegno a proporre riflessioni e giudizi sull’oggi che ha caratterizzato, seppur a fasi alterne, il cammino associativo degli ultimi anni.

Pensare la Chiesa ha significato per noi anche inserirci in modo pieno e convinto nel cammino che ha portato al Convegno di Verona e rilanciarne i contenuti e le intuizioni in un panorama ecclesiale che in questo senso ci è sembrato un po’ distratto e superficiale.

Vivere la Chiesa ha comportato l’assunzione profonda della diocesanità come opportunità per crescere nella comunione e compito per costruire una reale pastorale d’insieme (a partire dal sostegno alle nuove forme di organizzazione pastorale, a Milano definite “comunità pastorali”).

L’altra maiuscola appartiene alla Parola che abbiamo tentato di mantenere al centro delle nostre proposte e attività, dalla Lectio divina per adulti ai gruppi di ascolto, fino a giungere a due iniziative pubbliche, rivolte a un pubblico più ampio, sulla Genesi e l’Esodo. In tempi di banalità e rumore, la Parola è riferimento sicuro, anche se impegnativo, per ogni cammino che voglia qualificarsi come cristiano.

La Parola non può correre e risuonare senza le persone, che la nostra AC ambrosiana ha tentato di mantenere al centro della propria azione pastorale. Un’associazione esiste grazie alla scelta responsabile di tante persone e vive delle relazioni fraterne che le stesse persone sanno costruire giorno per giorno. L’attenzione alle persone è passata attraverso la cura dei responsabili, l’attenzione a un faticoso ma indispensabile radicamento territoriale, l’insistenza su un cammino spirituale che diventi regola di vita per il singolo.

Pensieri sparsi su anni intensi e a tratti faticosi che ci consegnano però un’associazione capace di vivere e amare una Chiesa che è quella che il Concilio ci ha consegnato. Una Chiesa capace di sorridere al mondo senza dimenticarsi di testimoniare il di più che ci è donato dal Vangelo.

*Presidente diocesano ACI ambrosiana

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