La luce del Natale
di Luigi Alici
“Ebbi la strana impressione di non appartenermi più”: così Armida Barelli annota nel suo libro di memorie, ricordando i sentimenti con cui scende le scale del Vaticano, dopo l’incontro decisivo con Benedetto XV, che le chiede di far nascere la Gioventù Femminile in tutta Italia.
“Caro Spirito Santo, tu che sei l’amore del Padre e del Figlio, santificami e aiutami in tutti i dolori. Baci, Antonietta”: così scrive Nennolina, insegnandoci a coniugare in modo esemplare proprietà teologica e semplicità del cuore.
“In Dio sappi ricercare e vedere e gustare sempre e le gioie della futura famiglia, e i progressi delle tue indagini scientifiche e lo scioglimento delle questioni sociali; e le previsioni della futura democrazia, e la rivendicazione della patria e la sua grandezza, e il progresso della civiltà per mezzo della Chiesa”: così Giuseppe Toniolo si rivolge a Dio, invitandoci a fare sintesi nella nostra vita di credenti.
Tre figure molto diverse, per età, cultura, sensibilità, condizione sociale. Eppure, nel mistero della esemplarità cristiana, ognuna di loro può insegnarci qualcosa, può disegnare un percorso originalissimo sulla strada della santità, dal quale ci sentiamo provocati, toccati nel profondo. Se nel mondo della vita biologica purtroppo è contagiosa soltanto la malattia, ma non la salute, nel mondo della vita spirituale può diventare contagioso anche il bene: il bene gustato, assaporato, attinto alla sua radice più segreta e profonda.
L’Azione Cattolica si dispone a vivere i mesi che ci separano dalla XIII Assemblea in compagnia di queste figure di testimoni lieti e coraggiosi; essi ci ripetono ancora oggi che la sequela del Signore è sempre possibile, ed è una straordinaria avventura d’amore. Un’avventura creativa, capace di sciogliere la lingua ad una donna come Armida, che non si riteneva assolutamente capace di parlare in pubblico; che consente ad una piccola come Nennolina di combattere con serenità disarmante una battaglia atroce e incredibile contro la malattia; che spinge Giuseppe Toniolo ad entrare nella mischia, a misurarsi attivamente con una tragedia sociale altrimenti destinata a suscitare l’odio della lotta o la passività della rassegnazione.
Ha scritto papa Benedetto nella sua enciclica Spe salvi: “Sulla nascita nella stalla di Betlemme brillò lo splendore degli angeli che portavano la buona novella ai pastori, ma al tempo stesso la povertà di Dio in questo mondo fu fin troppo sperimentabile”. Il Natale è sempre segno di contraddizione, scandalo e pietra d’inciampo. Questi testimoni ci aiutano a ritrovarne lo splendore vero, invitandoci a non indebolire la speranza, ad essere forti e positivi nell’attesa. È l’augurio che deve accompagnarci fino al grande incontro nazionale, che speriamo di celebrare ai primi di maggio: un incontro in cui potremo ringraziare insieme il Signore per questa straordinaria fioritura di santità e riprendere il cammino con l’incoraggiamento e la benedizione del successore di Pietro. La luce del Natale illumini il nostro cammino, lo renda spedito e contagioso: energico come quello di Armida Barelli, innocente come quello di Nennolina, creativo come quello di Giuseppe Toniolo.