Nuovi abbonamenti alla rivista Dialoghi a soli 9,00 euro!

Botti di fine (e di inizio) anno…

Trenta conflitti in atto nel mondo che rischiano di diventare “cronici”: quindi stop alla tendenza – identificata nel decennio scorso – di una riduzione del numero di guerre.

Sono le conclusioni, orientate al pessimismo, del rapporto annuale States in Armed Conflict” redatto dall’università svedese di Uppsala insieme all’Istituto internazionale per le ricerche sulla pace di Oslo. I dati raccolti verranno discussi durante la conferenza “Europe in a New World Order” in programma il 10 gennaio a Lund.

“Dai primi anni ’90, in cui gli sforzi per la pace hanno raggiunto il picco massimo, al 2002 il numero di guerre è diminuito costantemente – spiega Peter Walensteen, uno degli autori – mentre adesso è stabile. La cosa più preoccupante è che le guerre in corso durano ormai da molto tempo, e sembra sempre più arduo trovare una soluzione”.

Evidente anche l’esistenza di una fascia strategica di conflitti. Tutti infatti, con l’unica eccezione di quello in corso in Colombia (guerriglia contro governo) riguardano una fascia che va dall’Africa all’estremo oriente, lambendo i paesi più ricchi e più stabili.

A preoccupare i ricercatori è soprattutto la situazione del Medio Oriente, dove secondo il rapporto gli sforzi per la pace “hanno brillato per la loro assenza”: “La conferenza di Annapolis è stato il primo tentativo dal 2001 – continua Walensteen – e si sono incontrate difficoltà persino nell’accordarsi per iniziare i negoziati. La situazione è preoccupante, sono 60 anni che l’Onu ha adottato una risoluzione per la Palestina che è ancora del tutto teorica”.

Secondo le previsioni del rapporto, i conflitti in Iraq e Afghanistan rischiano di estendersi anche ai paesi confinanti: “L’attacco turco in Iraq all’inizio di dicembre era ampiamente prevedibile – spiega l’esperto – mentre le operazioni di Al Qaeda in Afghanistan hanno già avuto ripercussioni in Pakistan, e potrebbero avere un impatto negativo anche in Kashmir”.

(ANSA, 22/12/2007)

Ci sarebbe di che disperare, se non ci fosse stata annunciata la sconvolgente Speranza che squarcia ogni notte…

L’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”.

(Lc 2, 10-14)

Infiniti auguri per un Santo Natale e un Anno di Pace, tutto da costruire.

Leggi i precedenti articoli della rubrica: Aria che tira

Il Fatto del Giorno | L'editoriale | L'intervista | Dialogando | L'aria che tira | Sul Sentiero d'Isaia