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Diritti da conoscere e rispettare

di Luisa Bogo

La Convenzione sui diritti dell’infanzia diventa maggiorenne! Sono passati 18 anni da quel 20 novembre 1989, giorno della sua approvazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e la ratifica di 192 Stati…

Essa è uno strumento normativo internazionale molto importante in quanto promuove e tutela in maniera esaustiva i diritti all’infanzia. Dal documento si possono evincere alcuni principi fondamentali: i bambini non devono subire alcuna discriminazione; i bambini devono crescere sviluppando sotto tutti i punti di vista la loro persona; i bambini devono essere ascoltati e soprattutto devono poter dire la loro su temi e scelte che li coinvolgono direttamente.

Scorrendo i vari articoli della Convenzione si afferma che i bambini hanno diritto alla salute, ad esprimere la propria opinione e ad essere informati. I bambini hanno diritto al nome ed alla nazionalità, hanno diritto ad avere un istruzione, a giocare, a essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso; emerge l’attenzione che si vuol dare ai piccoli come persone, si riconoscono i bambini capaci di partecipare attivamente alla vita quotidiana, certo a loro modo e misura.

Mi piace pensare alla Convenzione come ad uno strumento che gli adulti dovrebbero conoscere a memoria, come a un insieme di regole da rispettare e far rispettare, in essa sono contenuti valori che non dovrebbero riguardare solo i bambini, ma tutti noi.

È vero che spetta allo Stato vigilare, attraverso un’adeguata legislazione, che i bambini non siano oggetto di alcun tipo di sfruttamento ed abuso, ma è compito di ciascuno di noi permettere che crescano vivendo tutte le tappe e le dinamiche proprie dell’infanzia.

Tempo fa ho chiesto ad un bambino: “C’è una cosa che secondo te desiderano tutti i bambini del mondo?”, e lui molto semplicemente ha risposto: “Sì. Secondo me la cosa più importante è festeggiare il proprio compleanno insieme a qualcuno che ti vuole bene, alla tua famiglia insomma”. Dunque, il diritto ad avere una famiglia attenta ai loro bisogni e ai loro perché, e non che li spedisca come pacchi postali da un posto all’altro; i bambini hanno il diritto di sentirsi protetti, accolti, e questo dipende in primo luogo dai genitori, spesso troppo presi a riempire la giornata dei ragazzi di cose da fare piuttosto che a dedicare loro del tempo per l’ascolto e il dialogo.

L’Azione Cattolica crede nei bambini e nei ragazzi, guarda a loro come persone preziose agli occhi di Dio, per questo è importante mantenere viva l’attenzione di tutti sulla realtà dei ragazzi, per poter rispondere meglio alle loro domande di vita, siamo invitati ad ampliare il raggio di azione, ad andare oltre le apparenze, affinché i diritti contenuti nella Convenzione siano realmente rispettati e conosciuti.

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