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Ben tornato don Domenico!

di Fabio Zavattaro

Monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, è il nuovo Assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana. L’annuncio questa mattina presente il Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Giuseppe Betori. Un ritorno, quello di don Domenico, che è stato vice Assistente generale dell’associazione fino al 2005. Una nomina che, nel manifestare gratitudine al papa e ai vescovi, fa dire al presidente Luigi Alici: “La scelta di chiamare un Vescovo a svolgere questo ministero conferma il legame speciale tra l’Azione Cattolica e la Chiesa, e rappresenta un riconoscimento della natura eminentemente ecclesiale dell’Associazione, che è per noi motivo ulteriore di impegno e corresponsabilità”. Nell’annunciare la nomina, Alici ha ricordato con un pensiero riconoscente monsignor Francesco Lambiasi “per il servizio svolto in questi anni in associazione”. Quindi ha sottolineato “la sensibilità pastorale, la generosità propositiva, la capacità di coinvolgimento, la conoscenza delle comunità ecclesiali italiane” di monsignor Sigalini, evidenziando la sua esperienza maturata in associazione come Assistente diocesano (1980-1991), e poi come come Vice Assistente Ecclesiastico Generale (2001-2005). Esperienze, ha affermato ancora il presidente Alici che “accompagneranno in modo certamente fruttuoso la vita spirituale dell’Associazione, che si avvia a celebrare la XIII Assemblea in concomitanza con la memoria del CXL anniversario della fondazione, in un momento particolarmente importante nel cammino della Chiesa italiana e nella vita del Paese”.

Tre anni fa la nomina a Palestrina di monsignor Domenico Sigalini, accettata con entusiasmo, scrive in un messaggio alla diocesi e all’Azione Cattolica: “ne sento la grande responsabilità, sia per l’affetto e la generosa collaborazione della gente e dei presbiteri, sia perché è l’ultima diocesi italiana che papa Giovanni Paolo II ha affidato a un vescovo, ponendo la sua firma per me sotto il disegno grande di Dio di provvedere alla sua Chiesa. Ora papa Benedetto mi invia contemporaneamente a un altro incarico e mi assegna come Assistente generale all’Azione Cattolica Italiana che ho sempre servito da presbitero, nelle sue varie articolazioni. So che l’impegno è gravoso, perché la diocesi è una famiglia che esige dedizione senza se e senza ma e l’AC nello stesso tempo aspetta dall’Assistente generale guida alla santità della vita e al servizio generoso alla chiesa e alla società italiana”.

Monsignor Sigalini, nel suo messaggio, porta a conoscenza un verbale di una riunione del 22 gennaio 1943 di un paese, Dello, della provincia di Brescia. Nel verbale si legge: “E’ avvenuto che… (un socio) uscisse con una domanda: ma perché Dio permette che le persone o le famiglie che a noi risultano più buone abbiano a dover subire maggiori disgrazie? Il verbale della riunione della settimana dopo riporta oltre alla distinta di una raccolta tra i soci per i funerali anche la commemorazione di quell’uomo buono che era mio papà Agostino, che lasciava quattro bambini di cui io ero l’ultimo con sei mesi di vita. L’adunanza poi continuava con l’ascolto di un altro paragrafo del messaggio natalizio di papa Pacelli Anche per questo nel mio stemma episcopale c’è la croce raggiata dell’AC. La mia fede passa da lì”.

Un piccolo segno anticipatore di un servizio che don Domenico ha dato e darà alla chiesa, all’associazione, come sacerdote prima, come vescovo oggi.

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