Non è normale
di Domenico Lanzilotta
Ora qualcuno proverà a rassicurarci. A dirci che sono processi normali, che da sempre le montagne si sfaldano. Che sta nella natura delle cose, o nelle cose della natura. Ma che sparisca un’intera vetta delle Dolomiti di Sesto, che un venerdì mattina come tanti un costone di 100 metri d’altezza, 30 di larghezza e 20 di profondità decida di staccarsi e rovinare a terra no, non è normale. Come normale non è che dall’agenda della politica nazionale manchi del tutto un tema fondamentale alla nostra sopravvivenza: l’attuazione di un serio piano per il contenimento della distruzione ambientale alla quale stiamo andando incontro.
Chi quelle montagne le conosce forse ha fatto esperienza di come, nel silenzio maestoso di quelle vette, il Mistero di Dio si faccia un po’ meno mistero. Di come la natura sappia riconciliare almeno per un po’ corpo e anima. E di quanto spontanea e semplice possa farsi la preghiera.
Pian piano stiamo distruggendo tutto questo. Poco più di un mese fa l’azienda per la protezione ambientale del Veneto lanciava per l’ennesima volta l’allarme Marmolada: un ghiacciaio dimezzato nell’ultimo mezzo secolo e destinato a scomparire entro un paio di decenni. Ma la cronaca recente dei crolli, anche limitandosi al solo Veneto, è lunga. Negli ultimi cinque anni se ne sono andati una delle Cinque Torri di Cortina, un pezzo di Pelmo e delle montagne sopra Alleghe: la natura si sfalda. E con lei uno dei modi più belli per dialogare con il Creatore.