Né con Grillo né con la casta
Domani mattina, appena svegli, fate così: il solito giro in edicola, comprate il vostro quotidiano, tornate a casa, prendete le prime sei pagine. E buttatele via. “Non serve un comico qualsiasi capace di portare in piazza appena quarantamila persone per restituire alla politica sé stessa, il suo valore alto. Non funziona. Serve, invece, tornare alla cronaca, ai problemi della gente. Tagliare, di netto, il chicchiericcio”. Savino Pezzotta, ex sindacalista, ex portavoce del Family day, oggi conteso a destra e a manca dello schieramento politico, è netto quando gli chiediamo, alla vigilia delle Settimane sociali della Chiesa italiana che si svolgeranno dal 18 al 21 ottobre a Pisa e Pistoia, cosa andrà a dire a quella platea così particolare, che da lui si aspetta una riflessione sul bene comune e sul posto dei cattolici in questa situazione politica. Dove il Palazzo sembra il Titanic e a farlo tremare per molti è quello che chiamano “vento del ‘92”.
Pezzotta, cosa sta succedendo?
Succede che la politica ha smarrito il significato di se stessa. Quella che abbiamo davanti non è solo una crisi della politica, ma del politico e questo ha effetti negativi sulla politica intesa come governo, come istituzioni, che appare dibattersi in un movimento continuo e confuso.
Quindi ha ragione Grillo?
No, no. Io non riesco proprio a capire cos’è l’antipolitica: quando si entra nell’agone pubblico si comincia a fare politica. A meno che non si voglia giocare con le parole, quello è. E poi non capisco perché di quella piazza di quarantamila persone si è parlato per giorni e giorni con titoli e paginate sui giornali, del milione di persone al Family day invece no. Dimenticate.
Un altro errore dei giornali…
Forse sì. Ma l’errore maggiore sono le prime sei pagine dei quotidiani, che giorno dopo giorno ci propongono un chiacchiericcio che non interessa a nessuno. Oggi è un leader che presenta come suo successore un ragazza belloccia. Domani un altro leader che ‘corteggia’ la moglie del suo avversario. Per me, è roba da buttare. Se vogliamo parlare di qualcosa, capire la gente e i problemi che ha, dobbiamo tornare alla cronaca. Parliamo di povertà, delle famiglie, dei loro problemi: quello è bene comune, il resto è chiacchiera.