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La percezione umana del mondo

Come fa un bambino a comprendere facilmente le intenzioni altrui? Per capire bene qualcosa occorre sperimentarla dentro di noi. I neuroni “specchio” ci consentono non solo di capire ciò che gli altri “fanno”, ma anche ciò che “sentono” facendo. Ad esempio “sento” il dolore altrui, un po’ come se fosse il mio, così come la loro gioia.

Noi diciamo “scimmiottare” qualcuno nel senso di copiarne qualche comportamento; ma nei primati non umani l’imitazione è rara. È importante invece nell’uomo, grazie al linguaggio e alla cultura.

È una facoltà recente, che per essere raggiunta ha bisogna di un certo grado di esperienza e di maturità. Si chiama “teoria della mente” la capacità di vedere le cose da un punto di vista altrui. È qualcosa che conquistiamo con il tempo. Un bambino molto piccolo non è in grado di gestire una “teoria della mente”. Provate. Mimate una storia a un bambino con degli oggetti. Ad esempio mamma orsa, l’orsetto e un barattolo di miele che l’orsetto desidera. Fate uscire dalla scena l’orsetto e permettete a mamma orsa di cambiare il luogo dove riporre il miele. Quando l’orsetto torna chiedete al bambino: dove andrà l’orsetto a cercare il miele? Il bambino lo farà andare al nuovo luogo del miele, anche se non è possibile che l’orsetto abbia visto lo spostamento a opera della mamma. Il bambino non sa ancora percepire il mondo come lo percepisce un altro. È una grande capacità che gli umani possono sviluppare.

È per questa capacità che magari “scimmiottiamo” sin da bambini, ma poi grazie a una abilità che diviene sempre più profonda “afferriamo” le cose: non solo noccioline, ma anche le stelle – e gli stati d’animo altrui.

L’amigadala nel nostro cervello decide quale reazione emotiva adottare: paura, desiderio, indifferenza… con il tempo essa crea un “paesaggio saliente”, una mappa che rappresenta al dettaglio il significato emotivo dell’ambiente che ci circonda.

La mente “assomiglia a un’orchestra”, secondo il neuroscienziato Antonio Damasio. E se la metafora dice qualcosa porta con sé la necessità di una cura e di un esercizio. A partire da gesti semplici, ma fondamentali. I bambini mangiano un cibo quando lo vedono fare a un adulto. Per una scimmia questo processo mentale non è immediato. La scimmia non presta attenzione al fatto che gli adulti evitano un certo cibo. Altrettanto le madri animali: quasi mai intervengono per impedire ai piccoli di mangiare un cibo tossico. Mangiare il dolce e evitare il salato è un modo per difendersi da ciò che è tossico.

Quale ambiente presentiamo ai nostri figli? Quali contesti di vita e di relazioni fanno il nostro paesaggio emotivo e cognitivo? Il cervello ha più di 100 miliardi di cellule nervose (neuroni), e circa 100.000 miliardi di connessioni. Più delle stelle dell’universo. Un miracolo che si rinnova incessante. Spesso banalizzato e lasciato sfiorire.

 

Anselmo Grotti
Sito Web: Paesaggi mentali condivisi
Università di Siena, Facoltà di Filosofia
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Rubrica “ReciprocaMente
Questo mese: “Ascoltare Dio che parla”

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