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L’indulto e la beffa

L’uomo che provocò la morte del marito non è in carcere perchè ha beneficiato dell’indulto, la vedova, però, dovrà pagare una sanzione pecuniaria per aver diffamato l’uomo che le ha tolto il marito per aver detto che “prendeva tranquillamente il sole” anziché stare agli arresti domiciliari. Succede a Palermo dove Irene Librera, la vedova di Simone La Mantia ucciso il 2 ottobre 2004 con un pugno durante una lite scaturita dopo un incidente d’auto, si è vista notificare un decreto penale di condanna per diffamazione e l’applicazione di una contravvenzione di 300 euro. La notizia viene riportata oggi dal Giornale di Sicilia secondo il quale il provvedimento, contro il quale quasi certamente la donna proporrà opposizione, è stato emesso dal Gip Silvana Saguto. Per la morte di La Mantia vennero arrestati Salvatore e Vincenzo Mannino padre e figlio, titolari di una agenzia di pompe funebri. Alla fine del processo con il rito abbreviato venne condannato il solo Salvatore Mannino, a 6 anni di reclusione, mentre il figlio venne assolto. Grazie all’indulto la condanna di Salvatore Mannino è scesa al di sotto del tetto dei 3 anni e così il tribunale di sorveglianza ha concesso all’uomo l’affidamento in prova ai servizi sociali. Salvatore Mannino, inoltre, ha più di 70 anni e quindi non farà nemmeno un giorno di carcere. Irene Librera, nel marzo del 2005, aveva sostenuto di aver visto i due Mannino, che da poco erano stati scarcerati ma posti agli arresti domiciliari, mentre “prendevano il sole” sulla soglia del loro negozio. I due Mannino sono riusciti a dimostrare che la circostanza raccontata dalla donna era falsa.

(Apcom, 31/10/2007)

L’amministrazione della giustizia è impresa delicata che va guardata con rispetto; ma di fronte a certe sentenze è più che mai necessario ripensare alle parole che abbiamo ascoltato nell’ultima liturgia domenicale…

Il Signore è giudice
e non v’è presso di lui preferenza di persone.
Non è parziale con nessuno contro il povero,
anzi ascolta proprio la preghiera dell’oppresso.
Non trascura la supplica dell’orfano
né la vedova, quando si sfoga nel lamento.
Le lacrime della vedova, quando si sfoga nel lamento.

(dal libro del Siracide 35, 12-14)

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