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Una città da costruire a misura di giovani

di Simone Esposito

Come stonano le parole vuote (“i giovani al centro”, “dare un futuro ai giovani”, “sostenere i giovani”) che vengono ogni santo giorno dalle bocche della politica in confronto all’incontro di papa Benedetto XVI con i ragazzi di Loreto. Una lezione esemplare, quella del vecchio pontefice spesso accusato di essere freddo e incapace di comunicare, al contrario del suo predecessore. Ha ascoltato con attenzione le domande di tre giovani e poi ha risposto a braccio, rifiutando categoricamente di leggere dal foglio già preparato.

Ha ascoltato le parole di ragazzi alle prese con i problemi di città che sono sempre più periferia e sempre meno comunità, ragazzi che lottano contro la precarietà del lavoro e del senso della vita. E non si è tirato indietro nella replica, puntando in alto nelle mete proposte: «Uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune». Un invito a non avere «paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo».

Una lezione esemplare, dicevamo. Centinaia di migliaia di ragazzi da tutta Italia l’hanno ascoltata dal vivo, nella piana di Loreto. Ma è agli adulti che ci sentiamo di rilanciarla. Basta con le chiacchiere: c’è una sfida da raccogliere. In tempi di grandi dibattiti sul “patto tra le generazioni” in una società che invecchia rapidamente, c’è una città da costruire a misura di giovani. Farlo tocca alla classe politica, di maggioranza e di opposizione, chiamata urgentemente a concretizzare i tanti proclami in occasioni vere di sviluppo e di riscatto sociale. Tocca alle nostre parrocchie, alle comunità, alle aggregazioni, troppo spesso non abbastanza accoglienti, e affaticate nel mostrare quel volto di Chiesa gioioso e affascinante che abbiamo visto all’incontro con il papa. Suggeriamo di cominciare puntando su quelli ritornati da Loreto, e sui loro tanti coetanei che per questo nostro Paese hanno sogni, idee e coraggio da vendere. Ma hanno bisogno che ci sia qualche adulto che, per davvero, quel coraggio lo voglia comprare.

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