L’Azione Cattolica si stringe attorno a mons. Lambiasi
di Luigi Alici
Mons. Francesco Lambiasi inizia il suo ministero quale Vescovo di Rimini e cessa il suo servizio quale Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana, iniziato il 5 febbraio 2001. Sabato 15 settembre 2007, alle ore 17, a Rimini, in Piazza Cavour, ci sarà l’incontro con le autorità civili e alle ore 18, nella Basilica cattedrale, la Santa messa solenne e la lettura della Bolla papale di nomina. Il pullman dell’Ac, che porterà la delegazione della Presidenza nazionale, insieme a collaboratori centrali, dipendenti e amici, ospiterà in realtà migliaia di ragazzi, giovani, adulti. Persone, non individui; nel mistero cristiano della comunione, che il vincolo associativo cerca di servire, promuovere, consolidare, se si tira il filo della vita di una persona emerge un gomitolo benedetto di incontri, di relazioni, di storie comuni, di progetti; di campi scuola, di assemblee, di ritiri spirituali, di liturgie, di vocazioni accolte e condivise. Saremo tutti, idealmente, anzi spiritualmente, in viaggio verso Rimini su quel pullman, alimentato con carburante raro e potentissimo, fatto di una miscela speciale di grazia e gratitudine.
In questi anni, mons. Lambiasi ha accompagnato l’associazione in un periodo intenso di novità, dal quale sono nati l’aggiornamento dello Statuto, un nuovo Progetto formativo, l’evento di Loreto, e quindi tutti i passi compiuti in questo triennio per consolidare e sviluppare quelle scelte, a cominciare dai nuovi Itinerari formativi. La grande famiglia associativa ha potuto sperimentare la sua appassionata e discreta compagnia spirituale, direttamente, grazie a centinaia di spostamenti per incontri, assemblee, meditazioni, ritiri, celebrazioni, e indirettamente attraverso la sua parola, il suo insegnamento, i suoi libri (quanti libri don Francesco ci ha donato in questi anni!). Nell’ultimo di questi, appena uscito e intitolato Esercizi di fede. Lectio divina sulla Lettera ai Romani, leggiamo: “Il quotidiano, con le sue monotonie e i suoi duri imprevisti, il quotidiano oscuro e spesso pesante, il quotidiano vissuto nella fedeltà e insieme nella disponibilità alle sorprese della grazia: questo è il luogo preferito dal Signore per allenarci a compiere la sua volontà”.
Ognuno di noi ricorderà al Signore il dono che il nostro Assistente in questi anni ci ha fatto con accenti personalizzati e custoditi gelosamente nel cuore. Ma il timbro comune di questi ricordi lo si può in un certo senso riassumere proprio in quelle parole: essere docili, nella fedeltà al quotidiano, alle sorprese della grazia. Una docilità, però, mai passiva, rassegnata, abitudinaria, ma continuamente vivificata dal pungolo dell’evangelizzazione, dell’annuncio, della ricerca e della riscoperta della fede. Proprio nel momento in cui l’Azione Cattolica s’impegna a rileggere e attualizzare la “scelta religiosa”, questa consegna resta per noi dono e compito, impegno e promessa. L’apostolato nella essenzialità viva e dinamica che nasce dal Vangelo: questo è il messaggio che mons. Lambiasi ci affida. Potremmo anche dirlo con le parole di Georges Bernanos: “L’apostolato è l’interiorità che affiora”.