Fuoco alle polveri!
Farsa semi-seria sull’Italia profonda e le sue ossessioni…
ATTO I – La sparata
“Finora gli è andata bene. Noi padani pagavamo e non abbiamo mai tirato fuori il fucile, ma c’è sempre una prima volta”: così ha detto Umberto Bossi, riferendosi al governo, mentre arringava i fedelissimi della Lega Nord a Ca’ San Marco, durante la manifestazione con cui si è avviata la raccolta di firme sulla protesta fiscale. “A Roma – ha detto – pensano: ‘al nord sono un po’ pirla. Parlano ma poi pagano, quindi non diamogli niente’’. Però secondo il leader della Lega “se la Lombardia potesse chiudere i rubinetti, l’Italia morirebbe in cinque giorni, perché l’Italia vive con i soldi della Lombardia”. Per questo motivo, secondo Bossi, la protesta fiscale “è una cosa pericolosa per i romanofili e per tutta la banda di chi vive e non paga le tasse”. “Finora – ha concluso – gli è andata bene. Allo stato italiano interessano solo i nostri soldi”.
(ANSA, 26/8/2007)
ATTO II – La reprimenda
Il Capo dello Stato invita a “moderare il linguaggio” e a “rispettare i valori nazionali e i principi costituzionali”.
Nella nota del Quirinale non si nomina mai il Senatùr ma è evidente il destinatario del messaggio. Napolitano ricorda di considerare fisiologiche le asprezze nel confronto politico, ma ci sono limiti che non possono essere sorpassati e “dinanzi a eccessi clamorosi nella polemica e nella propaganda” il presidente “sente di dover esprimere un forte richiamo” alla moderazione. Richiamo che, comunque, nell’ottica del Colle è sempre valido per tutti.
(ApCom, 26/8/2007)
ATTO III – La voce del popolo
Bossi: c’è sempre una prima volta per i fucili. Napolitano: abbassare i toni. Sei d’accordo con il Quirinale?
Sì 46%
No 54%
(Sondaggio SkyTG24, 27/8/2007)