Nuovi abbonamenti alla rivista Dialoghi a soli 9,00 euro!

In questo tempo di marketing

Questa settimana riportiamo semplicemente alcune parole di un fratello della comunità monastica ecumenica di Taizè, in Francia, il cui fondatore è stato ucciso due anni fa.

Viviamo tempi forse non peggiori o migliori di altri. Certamente sono tempi particolari. A volte siamo invitati a utulizzare i nostri cerchi di amicizie per convincere di un prodotto o di un servizio. Oppure strumentalizziamo o vediamo strumentalizzare convinzioni e fedi. Nella meditazione che citiamo brevemente il monaco si chiede cosa fare in un tempo di marketing diffuso.

In questo tempo di marketing, abbiamo imparato a diffidare da quelli che ci promettono buone cose. In questo contesto, la parola del Nuovo Testamento «evangelizzare» può far paura. Ci si trova a disagio a proporre la propria fede a qualcun altro, come se si trattasse di un prodotto di vendita. E abbiamo un senso così affinato del rispetto dell’altro che non vogliamo dare l’impressione d’imporre le nostre idee o cercare di convincere. Soprattutto quando si tratta di un tema così intimo come la fiducia in Dio.

Ma sappiamo veramente ciò che il Nuovo Testamento intende per «evangelizzare»? In greco, il verbo è usato per riassumere l’espressione «annunciare una buona notizia»: qualcuno «evangelizzato» è, insomma, qualcuno che è stato «messo al corrente». Il verbo può essere impiegato per l’annuncio di una nascita, di un armistizio o per l’avvento di un nuovo dirigente, dunque all’inizio non ha nulla di religioso. È tuttavia questa parola qui, quasi troppo banale, che i cristiani hanno scelto per descrivere la realtà più preziosa della loro fede: l’annuncio della risurrezione di Cristo. Quel che è interessante, è che il verbo ha perso poco a poco il suo complemento. Non si è più detto: «mettere a corrente qualcuno della risurrezione di Cristo», ma semplicemente: «evangelizzare qualcuno». Era sicuramente per fare breve, ma questa mancanza di complemento ha anche un senso più profondo.

[...]

Evangelizzare non è dunque innanzitutto parlare di Gesù a qualcuno, ma, molto più profondamente, renderlo attento al valore che lui ha agli occhi di Dio”.

Per l’intera meditazione si può andare al sito italiano di Taizè

Anselmo Grotti
Sito Web:
Paesaggi mentali condivisi
Università di Siena, Facoltà di Filosofia
*****
Rubrica “
ReciprocaMente
Questo mese: “Il sogno nel Nuovo Testamento”

Leggi i precedenti articoli della rubrica: Dialogando

Scrivi un commento

Il Fatto del Giorno | L'editoriale | L'intervista | Dialogando | L'aria che tira | Sul Sentiero d'Isaia