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L’urgenza del dialogo e della pace

di Francesca Zabotti

“Rinnovo l’appello a perseguire con tenacia la via del diritto”, così Benedetto XVI ha concluso l’Angelus di domenica 22 luglio dedicato interamente a una riflessione sulla guerra, definita “inutile strage” da Benedetto XV e poi sempre rifiutata come via di soluzione dei conflitti da tutti i Papi del XX secolo fino al “Mai più la guerra di Paolo VI e Giovanni Paolo II”

Tra coloro che accolsero in modo consapevole la Nota alle potenze belligeranti di Benedetto XV il 1° agosto 1917 ci fu il venerabile Giuseppe Toniolo che arrivò a elaborare anche uno strumento per agire per la pace proprio sulla via del diritto, specificamente quello internazionale. È infatti del 1918 la stesura dello statuto dell’Istituto cattolico di diritto internazionale che l’ esponente del movimento cattolico fece pervenire al Papa, ma che non poté realizzare perché morì il 7 ottobre 1918, poco prima della conclusione della I guerra mondiale

L’Azione Cattolica Italiana, grazie a un’intuizione maturata nel Comitato di Beatificazione del venerabile Giuseppe Toniolo nel 2002, per raccogliere e attualizzare l’eredità del padre delle Settimane sociali – di cui ricorre quest’anno il centenario dell’ istituzione – ha promosso definitivamente nel febbraio 2006 “l’Istituto di diritto internazionale della pace Giuseppe Toniolo” che è presieduto da Giovanni Conso, insigne giurista, presidente emerito della Corte costituzionale e già Presidente della Conferenza per la corte penale internazionale. L’Istituto sta muovendo i primi passi con una iniziativa annuale durante il mese della pace e con la programmazione di iniziative specifiche in relazione a situazioni di conflitto.

Finalità dell’Istituto è coinvolgere persone competenti per approfondire in modo scientifico il contributo del diritto internazionale alla costruzione e al mantenimento della pace. Allo stesso tempo è obiettivo dell’Istituto coltivare e qualificare la formazione dei laici con la dottrina sociale della Chiesa in riferimento alla dimensione internazionale dei problemi e alla rilevanza del diritto, incoraggiando in particolare i giovani che si dedicano a questi studi.
L’urgenza del dialogo e della pace richiama “sul piano giuridico” alla “forza morale del diritto” indicata da Benedetto XV e ripresa da Benedetto XVI come la prima tra le vie per costruire una pace equa e duratura. Nel nostro tempo e in futuro il diritto internazionale della pace, nelle sue varie espressioni, può diventare strumento di convergenza e di collaborazione tra i popoli, i governi, i cittadini per una convivenza pacifica e giusta.

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