Etiam si omnes, ego non
I figli crescono in un clima difficile, il consenso attorno a Hitler cresce, la Germania è potente, rispettata o almeno temuta, l’economia è florida, i dipendenti hanno le assicurazioni e le ferie pagate. A un certo punto Joachim dice al padre che vorrebbe arruolarsi volontario nell’aviazione, come la grande maggioranza dei suoi compagni di scuola, anche per evitare le SS. Ma il padre si oppone con ira: “per la criminale guerra di Hitler” non ci si deve presentare volontari, “neppure per sfuggire alle SS”.
Joachim Fest (1926-2006) , noto per i suoi importanti lavori su Hitler e Speer, racconta queste cose nel libro appena tradotto in italiano Io no. Memorie d’infanzia e gioventù, Garzanti. In Germania il libro ha suscitato polemiche per la critica a Gunter Grass, e in genere agli intellettuali che avevano condannato chi aveva ceduto al nazismo, tacendo il proprio ruolo personale e accentuando “i molti motivi per cui dovevano vergognarsi tutti gli altri”.
La storia – e la cronaca – sono complicate. Oggi qualcuno strumentalizza errori altrui commessi in giovanissima età, sotto il peso di una propaganda massiccia, della paura della persecuzione. C’è il rischio di mescolare tutto.
Evitato questo pericolo è opportuno però ricordare anche chi non ha ceduto.
In ogni caso soprattutto occorre avere il senso del pudore. Che non è solo una virtù privata, ma anche politica. In Polonia due gemelli fanno giustizia storica con l’accetta, incriminando di collaborazione con il regime comunista anche chi ha rischiato la vita per la difesa della libertà. E attorno a noi ci sono troppi personaggi che passano con agilità da una posizione all’altra.
Anselmo Grotti
Sito Web: Paesaggi mentali condivisi
Università di Siena, Facoltà di Filosofia
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Rubrica “ReciprocaMente”
Questo mese: “Il sogno nel Primo Testamento”
24 agosto 2011 alle 17:47
Etiamsi omnes ego NON