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Don Francesco vescovo di Rimini

l’Ufficio Stampa

È con gioia che accogliamo la notizia della nomina di mons. Francesco Lambiasi, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana, a pastore della diocesi di Rimini. A comunicarlo alla Presidenza nazionale dell’Associazione, riunita per l’occasione, è stato mons. Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

Nel ricordare «l’intenso legame che unisce la Cei all’Azione Cattolica, per la sua storia e per questi anni vissuti insieme», mons. Betori ha sottolineato «la gratitudine della Conferenza Episcopale Italiana per il cammino compiuto dall’AC sotto la guida spirituale di mons. Lambiasi». Rivolgendosi poi alla Presidenza dell’Associazione, il Segretario Generale della Cei ha ricordato che «i tempi canonici per la permanenza di un Assistente Generale sono rigidi. L’AC ha avuto la gioia di poter godere della intelligenza e della preparazione di don Francesco per l’intero periodo previsto. Oggi tutti avremmo voluto che lui continuasse ha dare la sua esperienza e il suo servizio pastorale all’Associazione. Tutti avremmo voluto che restasse, ma il Santo Padre lo ha chiamato ad un nuovo incarico, in una diocesi, quella di Rimini, che è luogo di grandi incontri e crocevia della vita della Chiesa italiana e di tante aggregazioni laicali».

Il Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, Luigi Alici, ha espresso subito «una parola di straordinaria gratitudine a don Francesco, per l’amicizia con la quale ha accompagnato in tutti i momenti la vita dell’Associazione». L’Azione Cattolica è uno straordinario laboratorio dove, ha ribadito Luigi Alici, «vivi l’esperienza retroattiva dell’amicizia: quando conosci una persona per la prima volta è come se la conoscessi da sempre. È accaduto cosi con don Francesco. L’abbiamo sempre sentito particolarmente vicino, con quella sua semplicità che andava ben oltre il suo ufficio. Il pungolo del Vangelo, con il quale ci ha sempre sollecitato, l’abbiamo sentito e continueremo a sentirlo sempre. Noi siamo certi che anche il suo successore – al quale sin d’ora, pur non conoscendone ancora il nome, diamo il ben venuto – ci solleciterà a seguire la retta via della Parola. A don Francesco diciamo, infine, che il linguaggio della gratitudine non conosce parole sufficienti per esprimerla».

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