Venti di guerra, fredda e calda…
Bush è tornato in Europa; ed ha le idee chiare, come sempre…
Cavalcando ideali di libertà e respingendo i fantasmi della Guerra Fredda, il presidente americano George W. Bush ha cominciato oggi da Praga il suo viaggio in Europa che lo vede visitare sei paesi in sette giorni. Le polemiche con Mosca sullo scudo spaziale e la partecipazione ad una conferenza internazionale a Praga sulla promozione della libertà e della democrazia (un cavallo di battaglia di Bush) sono i due elementi più vistosi di una visita altamente simbolica nei due paesi che dovrebbero ospitare le basi del sistema anti-missili (andrà anche in Polonia subito dopo il G8 in Germania). (…)
In questo contesto il presidente Bush porterà avanti la sua crociata sulla libertà come valore universale e come fattore innescante di democrazia e di pace tra i paesi. Alcuni storici hanno comunque ammonito il presidente americano a non cercare troppi parallelli tra le vicende dell’Est Europeo e quelle dell’Iraq. “A volte sembra quasi che il presidente Bush ed i suoi consiglieri abbiano bisogno di lezioni di storia e di geografia – ha commentato il politologo Simon Serfaty – L’idea di paragonare i problemi del post-comunismo in Europa con quelli dell’Iraq è una sfida alla credulità umana”. Ma Bush vede sia nella crociata per la democrazia, ovunque nel mondo, che nel programma dello scudo anti-missili in Europa, nonostante l’accusa di Putin di voler riavviare una corsa agli armamenti, due angoli diversi della stessa battaglia per la pace e per la sicurezza.
(ANSA 4/6/07)
Nell’agosto 2002, sette mesi prima dell’invasione dell’Iraq, la Cia inviò alla Casa Bianca un’analisi segreta che descriveva i rischi legati alla rimozione di Saddam Hussein dal potere. Il rapporto, intitolato “The Perfect Storm” (la tempesta perfetta), anticipava scenari simili a quelli che l’Iraq vive oggi, ma non è chiaro quale attenzione abbia ricevuto dall’amministrazione Bush. È stato il Washington Post a rivelare l’esistenza dell’analisi di sei pagine, ancora oggi classificata, ma i cui contenuti sono emersi in una relazione della commissione intelligence del Senato. Il rapporto indicava una convergenza di fattori negativi nel dopo-Saddam, paragonandoli ai fattori meteorologici di una tempesta “perfetta” (dal titolo di un celebre film del 2000). Secondo la Cia, rimuovere Saddam con la forza avrebbe provocato anarchia in Iraq, il rischio della divisione territoriale del paese, un aumento del terrorismo globale e un odio crescente verso gli Usa nel mondo islamico. I servizi segreti, inoltre, mettevano in guardia sulla reazione negativa dell’Europa e sul rischio che Al Qaida sfruttasse la destabilizzazione dell’Iraq per farne una propria nuova roccaforte.
(ANSA 3/6/07)