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Esercizi di lettura, 3

Due polacchi: entrambi hanno viaggiato molto, conoscendo la complessità del mondo e la sofferenza nascosta. Due polacchi: entrambi hanno molto amato la comunicazione, hanno coltivato l’attenzione per la parola, quella scritta e quella dei media. Due polacchi certamente anche molto diversi, ma accomunati dall’enorme numero di paesi conosciuti (anche se entrambi non sono stati in Cina) e dalla capacità di vedere oltre le apparenze.

Uno è un reporter, Riszard Kapuscinski, l’altro un Papa, Karol Woytila.

Kapuscinski in questi ultimi mesi è stato posto sotto attacco da altri due polacchi, i due gemelli che guidano una confusa Polonia, incoraggiando malsani nazionalismi e muovendosi con accenti polemici verso l’Europa di cui pure quel paese fa parte.

Riprendiamo questa settimana gli esercizi di lettura avviati il 22 aprile e il 27 maggio. Si può comprendere, nella confusione della cronaca, il senso profondo degli avvenimenti? Si può evitare di essere trascinati dalla retorica, dall’informazione a senso unico, dall’ovvietà e dalle semplificazioni? Si può evitare di dare ragione al detto secondo cui quando scoppia la guerra la prima vittima è la verità (lo ha scritto il reporter britannico Philip Knightley nel libro The first Casualty, dove si confronta la descrizione delle guerre con la loro realtà dalla guerra di Crimea a quella del Vietnam)?

Si può.

Abbiamo preso come caso di studio la prima guerra del Golfo, 1991. Nelle due occasioni precedenti abbiamo visto come la confusione, l’ovvietà, gli interessi e i pregiudizi abbiano fatto scrivere a molti intellettuali cose assai discutibili. Ma non c’era bisogno di aspettare sedici anni per scoprirlo. Già allora due polacchi avevano scritto cose più profonde e più vere.

Cominciamo con Kapuscinski.

Oggi i media si spostano a branchi, come le pecore […]. Ecco il motivo per cui in qualunque parte del mondo si leggono e si vedono gli stessi servizi e le stesse notizie. Prendiamo la Guerra del Golfo Persico:duecento troupe televisive concentrate nella medesima zona. In quello stesso momento in altre parti del mondo accadeva una serie di fatti importanti, persino cruciali, ma nessuno se ne curava […]. Lo scopo di ogni grande network, infatti, non è quello di trasmettere un’immagine del mondo, ma di non essere da meno delle altre reti”.

Questo grande dispiegamento di forze ha almeno permesso di conoscere meglio quanto stava succedendo? Pare proprio di no.

Per Kapuscinski le famose dirette della Cnn sono state “un modo di presentare la guerra che non ci togliesse l’appetito a pranzo e a cena. Un modo di rendere estetico un avvenimento che in realtà è cruento e crudele”. Vale la pena confrontare queste parole con quelle che abbiamo letto in Italia: “La guerra è entrata nelle nostre case, in diretta. Un radiodramma che sarebbe piaciuto all’Orson Wells della guerra dei mondi, vissuto minuto per minuto con emozione ma senza enfasi, perfino punteggiato da una vena di ironia” (Carmela Giglio, “Il Tempo”).

Probabilmente nessun evento era stato sino ad allora più seguito dai media, in modo che appare ancora più impressionante lo squilibrio con la pochezza dei risultati. E Kapuscinski? Non c’è andato.

Infatti mi sono rifiutato di andarci. Mi sono subito reso conto che la cosa non aveva niente a che fare con il giornalismo. Era pura propaganda, il classico e preordinato sistema di propaganda. L’unica fonte di informazione erano i comunicati dell’esercito americano […] Il giornalismo si è trasformato in un ufficio di propaganda agli ordini del quartier generale dell’esercito americano”.

L’evoluzione di questo modo di pensare ha portato negli anni successivi all’invenzione del giornalista embedded, inquadrato in modo rigido e formale nelle file dell’esercito.

E l’altro polacco? Questi appunti hanno la regola di non superare le 4.000 battute… Ci torneremo la settimana prossima.

(Le citazioni da Kapuscinski sono tratte da Autoritratto di un reporter, che raccoglie una selezione di molte sue interviste, e può rappresentare una buona introduzione alla sua vasta produzione letteraria).

 

Anselmo Grotti
Sito Web: Paesaggi mentali condivisi
Università di Siena, Facoltà di Filosofia
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Rubrica “ReciprocaMente
Questo mese: “Ma cosa ti salta in mente?”

 

Leggi i precedenti articoli della rubrica: Dialogando

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