L’Azione Cattolica verso la “Festa della famiglia”
di Luigi Alici
A pochi giorni di distanza dal convegno delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica, sul tema “Le responsabilità pubbliche dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione”, in cui, fra l’altro, sono state consegnate le Linee guida dei nuovi itinerari formativi e presentate le prospettive di lavoro dell’area “Famiglia&Vita”, desidero ringraziare tutti i partecipanti per il loro impegno a servizio dell’associazione. Tale impegno si sta manifestando in una responsabile disponibilità ad accompagnare l’Ac verso la XIII Assemblea, che coinciderà con la commemorazione del 140° della sua nascita, e nello stesso tempo ad assumere il Messaggio finale del convegno anche come cornice programmatica di un rinnovato impegno in favore della famiglia.
L’Azione Cattolica ha firmato, insieme ad altre aggregazioni ecclesiali, il manifesto “Più famiglia” ed ha aderito alla Festa della famiglia, che avrà luogo a Roma il 12 maggio, come una grande iniziativa di sostegno pubblico al manifesto stesso. Una particolare attestazione di gratitudine va a quanti si stanno spendendo, in forme sobrie e generose, per favorire la partecipazione più ampia a questa iniziativa.
Il nostro impegno si sta manifestando a livelli diversi, non solo associativi, in spirito di profonda sintonia cooperativa con altre aggregazioni ecclesiali e di servizio al tessuto ordinario della Chiesa locale, senza ricerca di visibilità, nella consapevolezza che una promozione coerente della famiglia come presidio irrinunciabile del bene comune si alimenta con una testimonianza tenace e discreta, che sa mettere al primo posto soprattutto ciò che accomuna.
In questo spirito, l’Azione Cattolica Italiana si accinge a partecipare alla Festa della famiglia con l’augurio che tutti possano coglierne il valore autentico e positivo di richiamo e sostegno ad un “bene umano fondamentale, dal quale dipendono l’identità e il futuro delle persone e della comunità sociale”. Un bene che genera la società come comunità umana, in quanto capace di far incontrare, in una forma originaria e insostituibile, il carnale e lo spirituale, il maschile e il femminile, l’amore e la giustizia, il privato e il pubblico.