Ut unum sint
Ut unum sint. Che siano tutti una cosa sola. Gesù stesso ha pregato per l’unità dei suoi discepoli. L’unità è il segno più alto dell’amore divino e umano. Ma l’unità della fede non è il monolitismo delle dittature, la geometrica precisione delle parate militari, il passo dell’oca dei sudditi. Non è neppure il conformismo strisciante e mellifluo della società dei consumi, dell’immagine, di un carnevale perpetuo e a bassa intensità. Rispetta le persone, vive nella fatica dei tempi, conosce la distinzione tra il genuino “relativismo” e quello di chi celebra con questa espressione la propria narcisistica e triste rivendicazione di totale autosufficienza. Solo chi crede fermamente in un Assoluto sa che ogni sua incarnazione storica è “relativa”, ne coglie un aspetto, lo manifesta in parte, ma non può catturarlo, non può prenderne possesso. Eventualmente può, nella povertà dei propri mezzi e con grande semplicità, farsene possedere.
Ireneo, lettera a papa Vittore: “Quando il beato Policarpo venne a Roma al tempo di Aniceto, sebbene avessero tra loro qualche piccolo contrasto su alcune altre cose, subito fecero la pace e su questo argomento non ebbero alcuna contesa. Né Aniceto poté persuadere Policarpo a non osservare la data, poiché aveva osservato quella data con Giovanni, il discepolo del Signore, e gli altri apostoli con i quali aveva vissuto; né Policarpo persuase ad osservarla Aniceto, il quale diceva di dover mantenere la consuetudine dei presbiteri suoi predecessori. E pur stando così le cose, furono in comunione tra loro nella Chiesa. Aniceto cedette l’eucarestia a Policarpo, evidentemente come segno di deferenza, e si separarono in pace. Tutta la Chiesa era in pace, sia coloro che osservavano quella data, sia coloro che non la osservavano”. Siamo nel 154, si discute sulla diversa data di Pasqua differebte da Roma in Asia e altrove.
Ma nello stesso soggiorno romano Policarpo incontrò anche l’eretico Marcione, e con lui litigò. Marcione gli ingiunse: Riconoscimi! E Policarpo: Riconosco in te il primogenito di Satana.
Dopo il 1378 nella Chiesa cattolica si contrappongono sino a tre Papi contemporaneamente. È indubbio che secondo dottrina c’è un solo Papa legittimo, e in casi come questi l’altro o gli altri sono “antipapi”. Ma quando si è nella temperie del momento non tutto è sempre chiaro. La retta coscienza, illuminata per quanto possibile dalla nostra ricerca, diviene comunque il giudice supremo. Non sarà un caso se poi la stessa Chiesa che ha condannato alcuni come antipapi ha però riconosciuto come santi uomini e donne che hanno aderito a un papa o all’altro, che in vita si sono trovati a combattere su sponde opposte, più o meno esplicitamente indicando gli altri come nell’errore. Ad esempio: mentre a Roma ci sono come papi Urbano VI, Bonifacio IX, Innocenzo VII e Gregorio XII, ad Avignone regnano Clemente VI e Benedetto XIII. Santa Caterina da Siena e santa Brigida di Svezia seguono il papa di Roma, mentre san Vincenzo Ferrer e santa Colette Corbie seguono il papa di Avignone.
Anche vicende più recenti ci suggeriscono riflessioni analoghe. Marianna Saltini, sorella di don Zeno Saltini, fondatore di Nomadelfia, ebbe qualche scontro con il fratello. Marianna, “mamma Nina”, ha cresciuto oltre mille “figlie”. Ma il fratello giudicò la sua vita “strapazzata e colpita”, e anche di mentalità “borghese”.
Suor Ubalda Gasperi, suora paolina, 90 anni, ha raccontato, a proposito delle sue peregrinazioni per diffondere “Famiglia Cristiana” negli anni Trenta: “Un’altra volta ci presentammo in vescovado, ma il vescovo non volle vederci. Noi restammo a dormire da una signora, lasciando libri e giornali paolini in episcopio. All’indomani andammo a ritirarli e il vescovo volle parlarci: si vede che nella notte l’apostolo Paolo lo convinse a ritirare i suoi divieti […]. Nel 1936 uscì la Bibbia, così fortemente voluta dal Beato Alberione, ma allora era ancora proibito diffonderla nelle famiglie. Noi però seguimmo lo stimolo del nostro Fondatore, e sulla sua parola diffondemmo il Libro in tante famiglie”. Una donna, gli anni Trenta, una grande fedeltà e una grande libertà (e anche una certa dose di ironia…).
Anselmo Grotti
Sito Web: Paesaggi mentali condivisi
Università di Siena
Facoltà di Filosofia