Soffia su Washington il monsone di Baghdad
La legge, che stanzia circa 100 miliardi di dollari per le guerre in Iraq e in Afghanistan, è stata approvata oggi dal Senato, dopo un animato dibattito, per 51 voti a 46. Ieri sera era stata approvata anche dalla Camera con 218 voti a 206 (due deputati repubblicani avevano votato insieme ai democratici). La legge indica nell’ottobre prossimo l’inizio del rimpatrio delle truppe Usa dall’Iraq e nell’aprile 2008 la scadenza della fine delle operazioni di combattimento delle truppe americane, che potranno però continuare la missione di addestramento delle forze irachene. I repubblicani al Congresso hanno definito la legge “una resa” agli avversari degli Stati Uniti in Iraq. Il partito del presidente ha accusato l’opposizione di “disfattismo” sparando a zero in particolare sulla affermazione del leader dei senatori democratici Harry Reid secondo il quale la guerra in Iraq “è ormai perduta”. La legge giungerà alla Casa Bianca la prossima settimana in coincidenza col quarto anniversario, il primo maggio, della famosa dichiarazione di Bush dalla portaerei Lincoln che la guerra in Iraq era di fatto conclusa.
(ANSA, 26/4/07)
Ogni giorno la polizia irachena rende noto il bilancio delle vittime di attentati o il ritrovamento di cadaveri a Baghdad, ma ciò nonostante, le Nazioni Unite accusano le autorità irachene di tenere segreto per motivi politici il vero numero delle vittime di violenze che insanguinano drammaticamente il Paese (…).
Nel gennaio scorso, l’Unami (Missione di assistenza delle Nazioni Unite all’Iraq, n.d.r) ha affermato che nel 2006 in Iraq in episodi di violenza sono morte oltre 34.400 persone e oltre 36mila sono rimaste ferite.
Negli stessi giorni, il ministero dell’interno affermava che il numero delle persone uccise è stato invece di circa 12 mila.
Ma nel rapporto si afferma anche che sono almeno 700mila le persone sfollate, fuggite dalle loro abitazioni sin dal febbraio del 2006 a causa della violenza interconfessionale tra sciiti e sunniti.
Prima di quella data, le persone sfollate in conseguenza della violenza erano già 1,2 milioni.
E ancora, nel rapporto si afferma che in carceri gestite dagli americani e loro alleati o dagli iracheni vengono detenute oltre 37.600 persone e per i loro diritti viene espressa “preoccupazione”.
(ANSA, 25/4/07)
Ricapitolando… In un solo anno:
- gli abitanti di una città come Gorizia, sarebbero tutti morti, secondo l’Onu, mentre per il governo iracheno si tratterebbe solo di una Marostica (VI) con tanto di partita a scacchi e figuranti in costume;
- sarebbe rimasta ferita l’intera popolazione di Lucera (FG);
- tutta Palermo sarebbe fuggita…
- …e prima ancora era scappata la gente di Napoli e immediati dintorni;
- infine, Spoleto (PG) sarebbe stata trasformata in un enorme carcere.
… missione compiuta (dixit)!