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Per la scuola di domani

di Nisia Pacelli

Per questa scuola, per le persone che ogni giorno trascorrono lì gran parte del loro tempo, studenti e docenti in primis, per le Istituzioni chiamate a decidere e scegliere per essa, per il Paese intero che, soprattutto in questi ultimi mesi, ha visto la scuola continuamente smantellata sulle pagine dei giornali, la III Edizione della Scuola di Formazione per Studenti “La scuola che serve” è stata una provocazione, bella, importante ma soprattutto “necessaria”.
Da generazione x a generazione invisibile oggi siamo diventati la generazione dei bulli: non ci stiamo a queste facili etichette mediatiche e con questa Scuola di Formazione lo abbiamo dimostrato provando a delineare, immaginare sognare una scuola che non si risolva nel registro, nel compito, nelle interrogazioni, che non sia solo una questione di voti, di crediti, di progetti, che non sia solo “un pezzo” di carta costato cinque anni della nostra vita.
Per questo, la scuola che serve è quella che mette al centro la speranza di un futuro possibile: formare cittadini con delle “teste ben fatte” è il dono più grande che la scuola possa fare a questo Paese. La scuola non può smettere di essere palestra di democrazia, esperienza di convivenza civile, di accoglienza, laboratorio di giustizia e di solidarietà dove i valori della nostra Costituzione siano fondanti i percorsi didattici. Giovani cittadini al servizio delle nostre città, desiderosi di spenderci per la costruzione del Bene Comune, di dare il nostro contributo per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro Paese e dell’Europa tutta.

Tre giorni costantemente attraversati dal filo rosso del dialogo, del confronto, dell’ascolto. Per gli Studenti di Azione Cattolica è stata l’occasione per prendere la parola sui temi più scottanti, impegnativi, cruciali che interessano la scuola e le politiche scolastiche e per mettersi in gioco, senza paure. E questo confronto serio, onesto, schietto si è realizzato soprattutto con il Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni.
A lui, è stato consegnato il Manifesto degli Studenti di Azione Cattolica, realizzato con il contributo dei circoli diocesani che si sono lasciati coinvolgere in questa sfida comune: rispolverare il vecchio metodo della scrittura collettiva utilizzato dai ragazzi di barbiana per scrivere Lettera ad una professoressa.
Nel Manifesto, gli studenti di Azione Cattolica hanno indicato le scelte prioritarie, necessarie per ridare centralità alla scuola nel nostro Paese. Infatti, alla nostra scuola serve: l’attenzione di tutti noi e l’effettivo riconoscimento del suo fondamentale contributo per lo sviluppo umano e sociale, per il progresso tecnologico ed economico del nostro Paese; docenti di qualità, preparati e appassionati che avvertono quotidianamente la bellezza e l’urgenza del loro compito educativo; una riforma dei saperi che costituiscono l’ossatura del sistema d’istruzione della secondaria superiore; la partecipazione degli studenti, sempre più protagonisti e responsabili del tempo e degli spazi delle loro scuole; l’impegno della politica: una politica capace di superare la logica degli schieramenti, di garantire il diritto all’educazione e istruzione attraverso una Legge quadro Nazionale sui livelli essenziali delle prestazioni da richiedere a Regioni ed enti locali. Alla scuola serve una politica che investa realmente nella formazione dei docenti, della didattica, nell’edilizia scolastica. Al nostro Paese e alla nostra scuola, serve una politica che sia da esempio.

Di queste idee era convinto anche don Lorenzo Milani e lo erano anche i ragazzi della Scuola di Barbiana: il Movimento Studenti di Azione Cattolica a 40 anni dalla scomparsa di don Milani e dalla pubblicazione di Lettera ad una professoressa ha ricordato la sua straordinaria esperienza educativa attraverso una mostra fotografica itinerante “Il Sapere serve solo per darlo” che girerà anche nelle diocesi. Non si tratta di un amarcord celebrativo magari anche un po’ nostalgico, né si tratta dell’album fotografico di un’esperienza di scuola troppo speciale. Siamo convinti che Barbiana possa parlare ancora agli studenti di oggi… siamo convinti della profondità di alcune intuizioni educative di don Lorenzo Milani: la scelta dei poveri, la centralità del Sapere, il diritto allo studio, l’educazione alla cittadinanza. Barbiana era una scuola unica. Irripetibile, come diceva lo stesso don Milani. Sicuramente migliorabile. Non è il modello di scuola Ideale: è una provocazione che ha la forza di parlarci ancora…

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