L’amore è una cosa seria
di Francesca Zabotti
In un tempo in cui costruire legami è sempre più faticoso e meno conveniente e in cui l’amore è spesso vissuto come un’emozione, un’avventura senza progetto, senza ripercussioni serie sul proprio vissuto, senza disponibilità a lasciarsi cambiare, a crescere nella relazione con e per l’altro, ci sembra importante, anzi necessario, ribadire e alimentare la consapevolezza delle responsabilità anche pubbliche che l’amore genera sotto varie forme. Come Azione Cattolica, proveremo a farlo anche con il nostro Convegno nazionale delle presidenze diocesane, che si apre oggi a Roma, alla Domus Pacis, e che ha come tema Le responsabilità pubbliche dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione.
È tipica del nostro tempo la perdita di rilevanza del pubblico a tutto vantaggio di una prospettiva unicamente intimista, dove i legami tra le persone sono vissuti soltanto come fatto privato. Con il nostro Convegno intendiamo riaffermare con forza che questi legami generano il tessuto sociale, ne sono l’origine, il fondamento, costruiscono le comunità, e quindi non riguardano solo i singoli, ma la società nel suo complesso.
Nel corso del Convegno saranno presentati e consegnati alle associazioni diocesane le linee guida per gli itinerari formativi dei ragazzi, dei giovani e degli adulti. La scelta di legare insieme itinerari formativi e riflessioni sulle responsabilità pubbliche dell’amore non è casuale, ma la naturale e peculiare risposta dell’associazione a queste urgenze. Infatti, gli itinerari formativi e l’attenzione alla famiglia sono il modo con cui l’Azione Cattolica si spende per la vita delle persone, nell’ordinario della loro esistenza e della vita delle comunità civili ed ecclesiali, e non soltanto come soluzione ad uno stato di emergenza.
Il Convegno si pone all’interno di un percorso che ha visto varie tappe che hanno affrontato soprattutto temi legati a famiglia, educazione ed affettività. Il primo appuntamento è stato un seminario di studio svoltosi a Roma nel novembre 2006 dedicato all’emergenza educativa; il secondo si è svolto a Terni nel febbraio scorso e ha coinvolto sia fidanzati che operatori pastorali, in una riflessione legata soprattutto a quanto emerso sui temi della vita affettiva nel corso del Convegno ecclesiale di Verona.
Anche gli itinerari formativi rinnovati sono frutto di un grande laboratorio avviato dopo la pubblicazione del Progetto formativo nel 2004, con il coinvolgimento, nel corso dei campi estivi e di numerose iniziative locali e nazionali, di migliaia di responsabili diocesani, che hanno ragionato e discusso insieme della proposta dell’AC a misura di ciascuna età e condizione di vita.