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Buon compleanno, Papa Ratzinger

di Fabio Zavattaro

“Posso volgere indietro lo sguardo su ottanta anni di vita”. Usa queste parole Benedetto XVI, un’immagine, per dire del suo compleanno. Il 16 aprile è data significativa, e l’Azione Cattolica Italiana vuole ricordarla in ascolto della sua parola e in preghiera per il suo ministero. Data che si iscrive in una serie di ricorrenze che toccano Papa Ratzinger: ottant’anni dalla sua “ seconda nascita” nel battesimo, in quello stesso sabato santo del 1927, a tre giorni dall’elezione a successore di Papa Wojtyla due anni fa, e a poco più di un mese, 28 maggio, dall’anniversario della sua consacrazione episcopale trent’anni fa.
Coincidenze significative, come ha detto nella celebrazione in piazza San Pietro domenica 15 aprile. Un Papa che ha vissuto questo inizio di Pontificato tra la memoria del suo predecessore, l’indimenticabile Giovanni Paolo II di cui si è chiusa la fase diocesana del processo di beatificazione, e l’impegno a costruire un rinnovato dialogo tra fede e ragione, tra la Chiesa e il mondo. Basterebbe ricordare il viaggio a Ratisbona e quello in Turchia ad Istanbul, l’incontro con il patriarca ortodosso Bartolomeo I e la preghiera nella Moschea blu, per evidenziare uno degli obiettivi del pontificato ratzingeriano: recuperare l’identità cristiana nella sua autenticità e confermare la fede in un contesto secolarizzato.
In questo infittirsi di date e di ricorrenze c’è anche la recente pubblicazione del libro del Papa su Gesù, una ricerca personale che vuole rispondere alla sete di conoscenza sul Figlio di Dio e, indirettamente, rispondere alle distorsioni giallistiche di alcune fiction sul Nazareno. Questa fatica del Papa teologo si pone a coronamento di un anno particolarmente significativo, nel quale Benedetto XVI si è concentrato su alcune priorità: in primo luogo ha raccolto l’eredità più difficile di Papa Wojtyla, quella del rapporto con i giovani, e ha significativamente dedicato il primo viaggio internazionale alla Giornata mondiale della gioventù di Colonia, nell’agosto 2005. Verso i giovani ha da quel momento manifestato un’attenzione speciale e un impegno di evangelizzazione, scegliendo per loro più che la festa, la preghiera e la riflessione.
Un Papa, dunque, che si iscrive nel cammino segnato da Giovanni Paolo II e che, scegliendo una propria strada, cerca di portare a sintesi le grandi aperture wojtyliane, condividendo quell’attenzione al Concilio che è stata l’eredità che il Papa “venuto da un paese lontano” ha voluto lasciare al suo successore, come lui testimone diretto del Vaticano II.

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