A tutte le persone di buona volontà…
lunedì 30 aprile 2007L’Azione Cattolica Italiana
L’Azione Cattolica Italiana desidera consegnare a tutte le persone di buona volontà il messaggio di fiducia e di speranza, che abbiamo riscoperto e condiviso durante il Convegno delle Presidenze diocesane.
Il Signore della vita ama di un amore infinito tutti gli uomini e tutte le donne di questo nostro tempo e di ogni tempo, senza eccezione. A tutti Egli ha donato una capacità di amare e di trasformare il dono d’amore in un vincolo di reciprocità, che nel matrimonio diventa intima comunione di amore e di vita. A tutti Egli rivolge il suo invito alla conversione e a comportamenti che si lascino raggiungere e plasmare dalla gratuità dell’amore, capace di rigenerare continuamente l’ordine della giustizia.
Anche l’Azione Cattolica Italiana assume come parte integrante della propria organica partecipazione alla missione della Chiesa un impegno convinto e positivo in difesa della vita e della famiglia. Tale impegno si manifesta cercando di promuovere concretamente una cultura della famiglia, come “società naturale fondata sul matrimonio”, di cui anche la Costituzione italiana riconosce i legittimi diritti, in quanto patrimonio irrinunciabile, originariamente inscritto nel cuore dell’uomo e fonte di relazioni umane primarie e umanizzanti. Nello stesso tempo, come discepoli dell’unico Signore della vita siamo chiamati ad onorare coerentemente la dignità sacramentale del matrimonio cristiano, che genera una comunità familiare abitata, nella sua “unicità irripetibile”, da un amore infinito (Benedetto XVI).
Il 19 marzo 2007 abbiamo dato la nostra adesione al Manifesto “Più Famiglia”. In questo spirito, l’Azione Cattolica Italiana parteciperà alla “Festa della famiglia”, che avrà luogo a Roma il 12 maggio, insieme a tutte le maggiori aggregazioni laicali, e si spenderà a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, in tutte quelle forme di sostegno alla famiglia che rispondono ad esigenze reali e diffuse, e che sono più consone alla nostra specifica vocazione formativa.
In una società in cui l’io corre il pericolo di sentirsi “figlio unico di se stesso”, vogliamo ricordare che l’amore è prima di tutto risposta ad un dono che ci precede; risposta che interpella pubblicamente la nostra responsabilità, ci richiama al mistero straordinario della vita, in cui il carnale e lo spirituale si toccano, ci impegna a ricercare nella nostra condizione di figli la radice che accomuna l’unica famiglia umana e ci spinge a dilatare gli orizzonti di fraternità fino agli estremi confini della terra.
- A tutti i nostri soci, ragazzi, giovani e adulti, con i quali ci stiamo incamminando verso la XIII Assemblea, nella memoria viva del 140° anniversario della nascita dell’Azione Cattolica,
desideriamo ricordare la bellezza di essere famiglia per un’Ac rinnovata, che ci incoraggia a rendere sempre più consapevoli le famiglie e la comunità cristiana del dono e della grazia del sacramento del matrimonio, a costruire percorsi di formazione alle responsabilità pubbliche dell’amore, a promuovere l’accoglienza e la cura della vita in tutte le sue forme e in tutte le sue stagioni, a responsabilizzare l’impegno dell’associazione, a far cogliere la famiglia come irrinunciabile capitale sociale.
- A tutte le famiglie italiane; a chi è – o si sente – lontano dalla famiglia per età, per vocazione, per le molteplici circostanze, buone o cattive, della vita; a chi è in difficoltà, a chi è deluso, a chi si sente abbandonato o ferito,
desideriamo essere vicini, con la testimonianza della vita e la profezia del Vangelo, ricordando che nel linguaggio universale dell’amore è come racchiusa la cifra originaria che ci avvicina al mistero della nostra vocazione. A tutti vorremmo dire: Non ponete limiti all’amore! Aprire l’amore coniugale tra un uomo ed una donna ai valori stabili e pubblici della fedeltà, dell’indissolubilità, della fecondità è un passo avanti, non un passo indietro, sulla via della piena realizzazione umana.
- Ai politici, agli amministratori degli enti locali, a tutti i giovani che s’avvicinano alla politica
desideriamo manifestare la nostra gratitudine per quell’irrinunciabile servizio alla giustizia, grazie al quale ogni comunità è veramente umana. Vi incoraggiamo ad anteporre il bene comune agli interessi individuali e Vi invitiamo a riconoscere nella famiglia, come abbiamo scritto nel Manifesto, firmato insieme ad altre aggregazioni ecclesiali, quel “bene umano fondamentale dal quale dipendono l’identità e il futuro delle persone e della comunità sociale”, e a mettere in atto, a livello nazionale e locale, politiche familiari organiche e coraggiose, rese credibili da una testimonianza di vita personale esemplare e coerente.
- A tutti i nostri sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, ai nostri vescovi,
desideriamo confermare il nostro servizio alla comunione e alla evangelizzazione nella Chiesa che, dopo il IV Convegno ecclesiale nazionale, s’accinge a celebrare il Centenario delle Settimane Sociali, in uno spirito di corresponsabilità e di discernimento comunitario che auspichiamo sempre più intenso e costante, in piena e grata fedeltà a papa Benedetto XVI, che illumina il nostro cammino con l’altezza del suo magistero e ci richiama instancabilmente a “rendere visibile il grande ‘sì’ della fede”.
«Messaggio finale» consegnato al termine dei lavori del Convegno delle Presidenze Diocesane “Le responsabilità pubbliche dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione” – Roma, Domus Pacis, 27-30 aprile 2007.












