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“Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”

di Giorgio Bezze

Mentre il mondo cattolico italiano è tutto preso dal dibattito sul “Dico” o non “Dico”, Benedetto XVI dice molto a tutti i cristiani su come vivere la prossima quaresima tempo che prepara il giorno della risurrezione di Cristo.
La lettera scritta da Papa Benedetto è infatti un forte invito a guardare al crocifisso come modello di amore, un amore che come già ebbe a ricordare nella sua enciclica “Deus caritas est” è sia agape che eros. Il crocifisso riassume questo amore perché lo esprime sia come esclusiva ricerca del bene dell’altro, sia come desiderio di vivere in unione intima con l’amato.

A questo Cristo trasfigurato dal dolore, dono altissimo del Padre celeste per ogni sua creatura, i cristiani devo volgere il loro sguardo per comprendere il valore profondo della parola amore che mai come ai nostri giorni viene abusata, ma soprattutto per mettersi alla scuola dell’autentico Amore, e maturare sempre più la loro capacità di voler bene.
Nella croce infatti, si manifesta l’eros di Dio per noi, cioè quella forza che non permette all’amante di rimanere in se stesso, ma lo spinge a unirsi all’amato”. Così anche il cristiano deve amare il prossimo, in tutte le sue esperienze affettive, fino a farsi uno con l’altro, fino ad assumere in toto la vita dell’altro.
Il tempo quaresimale è propizio perché ogni cristiano senta forte questo compito di vivere e accogliere l’amore di Dio, ma anche di sentirsi attratto per poi saperlo comunicare agli altri. Cristo infatti ci ricorda il Papa, “mi attira a sé per unirsi a me, perché impari ad amare i fratelli con il suo stesso amore”.

Vivere tutta la quaresima con lo stile del crocifisso vuol dire quindi, farsi servi gli uni degli altri, vuol dire cercare a tutti i costi le cose che uniscono per rivivere lo spirito eucaristico, vuol dire alleviare le ferite dei più poveri e di chi si sente solo, impegnandosi affinché ognuno sia accolto e amato in tutte le stagioni della sua vita.
Sia davvero questo un tempo di conversione dove ognuno di noi, dopo essere diventato consapevole dell’amore che ha ricevuto da Dio, lo ridoni con generosità e senza calcolo al prossimo.

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