La poligamia è contro la dignità delle donne
È di queste settimane un avvio di dibattito con l’intervento di Magdi Allam sul Corriere della Sera, ripreso anche da Avvenire sulla poligamia in Italia. Il giornalista da tempo impegnato a riflettere e a far riflettere sui temi dell’integrazione degli immigrati, specialmente di religione musulmana, nel nostro paese, ha lanciato un grido di allarme e un invito ancora una volta a non sottovalutare il tema e il dibattito.
Occorre innanzitutto ribadire che la poligamia in Italia è proibita; quindi, chiunque la applica – anche in maniera subdola o nascosta – si pone fuori della legge, vive in contrasto con la legislazione italiana. Ci pare questo il punto di partenza, il criterio di giudizio da prendere in considerazione riguardo ai diritti e doveri dei cittadini del nostro paese, uguali di fronte alla legge.
Per usare un esempio abbastanza banale, se un inglese o un irlandese viene in Italia non può dire che non è giusto non poter guidare a sinistra e recrimina un codice stradale che si adegui alle sue abitudini. Se questo eventuale autista prova a guidare a sinistra, va contromano, commette una illegalità e viene arrestato.
Credo che si possa affermare lo stesso per chi vive la poligamia: è un’illegalità.
Vogliamo anche sottolineare che questo tema emerge all’inizio del 2007, anno dedicato alle Pari Opportunità. in Europa. Ciò ci consente di ribadire che occorre consolidare alla base della convivenza umana in Europa e nel mondo una forte e sicura consapevolezza della pari dignità della donna e dell’uomo riconosciuta dalle leggi, il che porta al riconoscimento ufficiale della scelta della monogamia nella famiglia.
Sarebbe triste vedere lotte e proclami in nome della parità di remunerazione, di carriere, di opportunità di studio e di lavoro se poi si permettesse una condizione di inferiorità della donna nella relazione uomo-donna.