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I consigli del Cardinale Bertone

di Rosario Carello
I giornali si spingono a definirlo il vice del Papa, ma è una semplificazione. Di certo il Cardinale Bertone, di Benedetto, è il più stretto collaboratore. Lo è ora come Segretario di Stato Vaticano, e lo è stato in passato, ai tempi in cui Ratzinger era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Salesiano, grande comunicatore, profondo conoscitore dell’Azione Cattolica.
C’è un po’ di Azione Cattolica anche nella formazione di un Segretario di Stato Vaticano?Certo che c’è. C’è quella che ho avuto da ragazzo nella mia piccola grande diocesi di Ivrea, con grandi Presidenti, ricordo Rodolfo Venditti. E anche da Vescovo sono passato per due diocesi, Vercelli e Genova, dove l’AC era molto viva e non è mai entrata in crisi, nemmeno nel dopo Concilio, in nessuna della sue ramificazioni.

L’AC si sta dotando di nuovi strumenti per comunicare: il nuovo “Segno”, “SegnoPer” e questo sito. Lei che è un eccellente comunicatore, quali temi consiglia di approfondire?

Sono molto contento per questi nuovi spazi: soprattutto il sito è importantissimo, su internet si rovesciano tante notizie, impressioni, valutazioni e poi sappiamo che è questa la nuova agenzia informativa e, specialmente per i giovani, formativa.
Io credo che debbano essere approfonditi i temi della pace, della formazione, per esempio: fede e ragione, fede e politica e poi tutta la dimensione universalistica della nostra vita. Perché non ci possiamo chiudere nell’esperienza anche positiva di un piccolo gruppo, ma dobbiamo aprirci ai problemi del mondo. Per questo invito, per esempio, a commentare il grande affresco che ha fatto il Papa nel discorso al Corpo Diplomatico.

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